lunedì 9 aprile 2012

Ferrara - I martiri del 1853 - frammenti di storia

Il 27 maggio 1852, durante la rappresentazione del ballo "La Zingara", il dott. Domenico Malagutti e lo studente di legge Gaetano Ungarelli gettarono dal loggione del teatro Comunale dei manifestini innegganti alla libertà dei popoli. Uno fra i tanti diceva:

Italia - Ungheria
Francia - Spagna - Polonia
infelici nazioni
sperate!
Una miriade di forti e generosi
sorgerà fra non molto vendicatrice.

La polizia austriaca seguita da quella pontificia iniziò subito le perquisizioni. Nella notte tra il 10 e l' 11 luglio perquisirono le abitazioni di sette cittadini i quali vennero arrestati e chiusi in fortezza. Altri arresti vennero eseguiti in seguito e nel dicembre i prigionieri erano ascesi a quarantaquattro.
Il processo finì nel gennaio del 1853. Il 15 marzo il Consiglio di guerra pronunciava dieci condanne a morte per alto tradimento. Dei condannati, sette (Vincenzo Barlaam, Aristide De Luca, Andrea Franchi-Bononi, Francesco Gandini, Camillo Mazza, Giovanni Pareschi e Gaetano Ungarelli) ebbero mutata la pena di morte in quella dei lavori forzati; agli altri tre, invece, fu confermata la condanna a morte e il 16 marzo 1853, alle sette e un quarto antimeridiane, GIACOMO SUCCI, il dott. DOMENICO MALAGUTTI  e LUIGI PARMEGGIANI, in prossimità degli spalti della fortezza, caddero colpiti dal piombo austriaco.

(cfr. Storia di Ferrara di Guido Angelo Facchini e Storia di Ferrara di Renato Jannucci)


La lapide si trova a Ferrara in Via Contrari n. 19

La lapide si trova a Ferrara in Via Boccaleone n. 2

La lapide si trova a Ferrara in Corso Porta Po n. 76/c
La lapide si trova a Ferrara in Piazza Trento-Trieste

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