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giovedì 12 marzo 2026

SANTINI ORFEO

 

 


La storia della Ditta Fratelli Santini comincia nel 1859, quando ORFEO SANTINI inizia l'attività in una piccola officina in Bondeno (FE), per la riparazione di oggetti di latta, ottone e altri articoli metallici e soprattutto per la fabbricazione di lumini di ottone ad olio.

L'attività era progredita fino al 1866 quando a causa della guerra con l'Austria, molti operai partirono volontari o chiamati alle armi, lasciando la Ditta in difficoltà per mancanza di mano d'opera, ma già nel 1872 il lavoro era ritornato in pieno. Nel 1879 l' Azienda si trasferì a Ferrara. Nel 1886 il fondatore Orfeo si ritirò dagli affari affidando ai figli Silvio, Umberto e Paolo la conduzione dell'Azienda padronale, i quali la trasformarono in un vero stabilimento industriale.
I fratelli Santini quindi furono i primi in Italia a fabbricare lampade ad acetilene con il marchio "AQUILAS", brevettate in cento tipi, da appendere, per tavola, per fanali, per miniere e gallerie, per ferrovie, per biciclette, esportando i loro prodotti in tutto il mondo.
Grande è stata negli anni seguenti l'espansione della Società. Nel 1914 muore il fratello Silvio  (i suoi figli, lo stesso anno, costruiranno un loro stabilimento per la produzione di lampade a carburo - marchio ORSO) .
Purtroppo nel 1944 lo stabilimento subì pesanti bombardamenti aerei che distrussero due terzi dello stesso, ma i Santini ebbero la forza di ricominciare nel dopoguerra ridando nuovo impulso alla produzione.
Nel dopoguerra , a partire già dal 1945, ci fu una grande evoluzione circa l'illuminazione in Italia : l'energia elettrica si andava estendendo nelle campagne, nelle miniere si stavano diffondendo lampade elettriche portatili, la concorrenza straniera era diventata pressante tanto che i F.lli Santini si resero conto che l'illuminazione con le lampade a carburo e petrolio era in fase di declino e le poche miniere italiane esistenti non davano sufficiente lavoro per giustificare la continuità produttiva.
In questa situazione la Società venne posta in liquidazione nel 1964 e i subentranti, Meccanica Generale Ferrarese (MGF) di G. Ferrari & C continuarono la produzione di lampade con il marchio "AQUILA", ma cessarono definitivamente l'attività qualche anno dopo il 1970. 


Riepilogo:

  • Origine: Fondò l'officina nel 1859 a Bondeno.
  • Evoluzione: L'attività divenne la "Fabbrica F.lli Santini", specializzata in caffettiere espresso, lampade ad acetilene e fanali per cicli/motocicli.
  • Connessione Artistica: La fabbrica, diretta successivamente da Silvio Santini (figlio di Orfeo), fu il soggetto del dipinto Interno metafisico (con grande officina) di Giorgio de Chirico.
  • Eredità: L'azienda, fondamentale per il settore industriale ferrarese, chiuse definitivamente nel 1963 a seguito dei danni subiti dai bombardamenti del 1944. 
  •  
  • Lampada a carburo Aquilas dei F.lli Santini
    • La lampada a carburo (o ad acetilene) produce luce grazie a una reazione chimica tra acqua e carburo di calcio (CaC2
      ). L'acqua, gocciolando dal serbatoio superiore su quello inferiore contenente il carburo, genera gas acetilene (
      C2H2), che viene acceso all'uscita di un beccuccio, producendo una fiamma bianca e molto luminosa.
      Ecco i dettagli del funzionamento:
      • Struttura: È composta da due corpi sovrapposti: quello superiore per l'acqua e quello inferiore per il carburo di calcio, collegati da un rubinetto regolatore.
      • Reazione Chimica: Quando l'acqua incontra il carburo di calcio, si produce acetilene e idrossido di calcio secondo la formula: 
      • CaC2+2H20>>>>C2H2+Ca(OH)2
    • .
    • Produzione di luce: Il gas prodotto sale attraverso un condotto fino a un ugello in ceramica, dove viene acceso con un fiammifero.
    • Regolazione: È possibile regolare l'intensità della fiamma controllando il gocciolamento dell'acqua tramite una vite o manopola.

lunedì 9 marzo 2026

CIOCCOLATO, che bontà.........

 CIOCCOLATO, che bontà........




1. Sapevate che la pianta del cacao è originaria dell'America Centrale?

Il cacao, l'ingrediente base del cioccolato, ha origini antiche e nobili. La sua storia affonda le radici nelle civiltà precolombiane, dove era considerato un alimento prezioso e utilizzato anche come merce di scambio. Oggi, la pianta del cacao viene coltivata in diverse zone del mondo, principalmente in Africa, America Latina e Asia.

2. Quanti tipi di cacao esistono?

Non tutti i cacao sono uguali! Esistono tre principali varietà di cacao: Criollo, Forastero e Trinitario. Ognuna di queste varietà si distingue per il suo aroma, il suo gusto e la sua resistenza alle malattie. 

3. Come si ottiene il cioccolato dalle fave di cacao?

La produzione del cioccolato è un processo complesso e affascinante che richiede diverse fasi: dalla raccolta delle fave alla fermentazione, essiccazione, tostatura, macinazione, pressatura, miscelazione, concaggio, temperaggio e infine stampaggio e confezionamento. Ogni fase è fondamentale per ottenere un cioccolato di alta qualità, con il giusto equilibrio di gusto, aroma e consistenza.

4. Qual è la differenza tra cioccolato fondente, al latte e bianco?

La differenza tra i vari tipi di cioccolato dipende dalla percentuale di cacao presente e dalla presenza o meno di latte e zucchero. Il cioccolato fondente, con un'alta percentuale di cacao, ha un gusto intenso e deciso. Il cioccolato al latte, invece, contiene latte in polvere e zucchero, che lo rendono più dolce e cremoso. Infine, il cioccolato bianco non contiene cacao in polvere, ma solo burro di cacao e zucchero, risultando il più dolce e delicato tra i tre.

  • Fermentazione ed Essiccazione: I semi di cacao (fave) vengono fermentati per circa 5 giorni e poi essiccati al sole.
  • Torrefazione: Le fave vengono tostate a 110-120°C per sviluppare l'aroma.
  • Macinazione: Si separano le bucce e si macina la granella ottenendo il liquore o pasta di cacao.
  • Concaggio: La pasta viene mescolata con zucchero, burro di cacao extra e latte (per il cioccolato al latte), lavorata per ore per migliorarne la consistenza.
  • Temperaggio: Riscadamento e raffreddamento controllato per far cristallizzare il burro di cacao, rendendo il cioccolato lucido e croccante.

 

 

domenica 1 marzo 2026

BELLA CALLIGRAFIA

 Evidentemente, quando il NonnoKucco, non era ancora nonno, a scuola insegnavano anche la “bella calligrafia" come dimostra la sottostante etichetta che doveva essere applicata ad una bottiglia di grappa:



ACQUARELLO del NonnoKucco

 ACQUARELLO del NonnoKucco, quando ancora non era nonno, ritrovato fra vecchie scartoffie:



sabato 29 novembre 2025

SITTI RENATO

 

Nato a Ravarino (Modena) nel 1923, Renato Sitti si trasferì a Ferrara nel 1944 dove, dopo essere stato esonerato dal servizio militare per problemi cardiaci, aveva ottenuto un lavoro impiegatizio presso il locale ufficio del Registro. Nell’immediato dopoguerra aderì al Partito Comunista e iniziò un’intensa attività culturale: fu poeta, scrittore, critico di cinema e d’arte, curatore di eventi espositivi, giornalista attento alle grandi questioni sociali. La sua azione culturale fu coerente, perché sempre fondata sull’impegno civile e sociale, non disgiunto da quello politico. Collaborò attivamente con vari giornali e riviste, da “La Nuova Scintilla” (1948-1957) a “L’Unità” (1953-54), da “Competizione democratica” (1955-58) a “Cinema 60”, e altri.

Nei primi mesi del 1965, a seguito di concorso, fu assunto dal Comune di Ferrara, chiamato a svolgere funzioni presso le attività culturali, ruolo istituzionale in cui si distinse nello stimolare le nuove esperienze audio-visuali nelle scuole, mirando sempre alle forme sensibili della coscienza sociale. Sitti fu anche storico dell’età contemporanea e concentrò la sua attenzione sulla cultura delle massi popolari, sul fascismo, sulla lotta di liberazione. Fra le sue pubblicazioni si ricordano Ferrara. Il regime fascista, (con Lucilla Previati) 1976; Sul Risorgimento ferrarese, 1983; La Capillare. Rapporto su un’organizzazione fascista di base, 1983. Dalla fine degli anni sessanta la sua opera intellettuale fu guidata dalla volontà di definire e conservare la “memoria” delle classi popolari del Novecento, attraverso la raccolta e l’utilizzo sinergico delle fonti storiche tradizionali e di quelle antropologiche. Si debbono alle sue intuizioni “istituzionali” la creazione del Centro Etnografico Ferrarese presso il Comune di Ferrara e lo sviluppo, in tandem con l’agricoltore Guido Scaramagli, del MAF, Il Centro di Documentazione Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco, oggi una delle maggiori realtà di museografia agricola della regione Emilia-Romagna.

L’attività di Sitti è stata straordinariamente intensa, coinvolgente e si è dipanata per oltre 45 anni instaurando relazioni profonde con tanti protagonisti della cultura italiana. La sua attività è testimoniata da una quantità imponente di scritti, purtroppo non sempre di facile reperibilità perché sparsi fra giornali, riviste, piccola editoria e pubblicazioni povere e “militanti”. Sitti è scomparso prematuramente nel 1992 per complicazioni insorte dopo un intervento cardio-chirurgico.

https://renatositti.it/biografia/biografia 

 

 

giovedì 27 novembre 2025

ZUCCHINI ANNIBALE

 


Annibale Zucchini (Ferrara, 1891 – Garbagnate Milanese, 1970) è stato uno scultore e architetto italiano.

Biografia

Annibale Zucchini nacque a Ferrara nel 1891 e ottenne il diploma di laurea in architettura nel 1916 a Roma dove si era trasferito per gli studi. Per alcuni anni si dedicò alla sua professione, presso l'Ansaldo, a Genova, e progettò anche opere particolari, come ad esempio la piccola Chiesa di San Francesco di Foza, vicino ad Asiago.

Interesse per la scultura

Prestissimo iniziò ad interessarsi alla scultura, dimostrando curiosità anche per la pittura ed avvicinandosi ad esponenti del futurismo e ad altri ambienti artistici innovativi. Si trasferì nuovamente a Roma, dove venne in contatto con la Scuola di via Cavour. Cominciò ad esporre le sue opere in varie gallerie ed in tutte le Quadriennali di Roma tra il 1935 e il 1955 (alla III Quadriennale di Roma del 1939 espose Ritratto di Corrado Govoni, bronzo). Nella sua città natale seguì un gruppo di artisti e intellettuali chiamato Al Filò, che aveva come obiettivo principale quello di promuovere l'arte locale più rappresentativa; tra gli artefici Ervardo Fioravanti, Nemesio Orsatti, Antenore Magri, Galileo Cattabriga, Giuseppe Virgili, Laerte Milani e altri. Fra Milano e Roma strinse rapporti di amicizia con Giorgio Bassani, Fausto Pirandello, Giuseppe Capogrossi, Carlo Bassi, Giuseppe Ravegnani, Paolo Grassi, Gio Ponti e la figlia Lisa. Divenne amico pure di Renzo Ravenna, podestà di Ferrara, interessato a sostenere la cultura cittadina, alla quale teneva in modo particolare.

Per Filippo de Pisis eseguì la copertina per il libro La città dalle 100 meraviglie dedicato a Ferrara.

Trasferitosi a Milano negli ultimi anni di vita, morì presso l'ospedale di Garbagnate Milanese nel 1970.

Opere

Alcune sue sculture sono conservate a Ferrara nel Museo d'arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis.. Sempre a Ferrara, altre opere sono custodite presso l'istituto comprensivo Cosmè Tura di Barco nell'ex caserma dei vigili del fuoco vicina allo stadio comunale, nel palazzo della Camera di commercio, nella casa parrocchiale della chiesa di Santa Francesca Romana, al Liceo Ariosto e al cimitero monumentale della Certosa di Ferrara. Un suo affresco è presente in un locale di via Ragno mentre il busto bronzeo del poeta Corrado Govoni si trova nel palazzo Barbantini-Koch in corso della Giovecca.

Altre opere sono disseminate tra Emilia e Lombardia: a Piacenza una testa femminile nella galleria d'arte moderna Ricci Oddi, a San Giacomo delle Segnate una Pietà nella chiesa di San Giacomo Apostolo, a Voltorre di Gavirate e nel cimitero di Gerenzano. 

P.S.: sempre grazie a Wikipedia


venerdì 3 ottobre 2025

 

Era il 1805 quando Napoleone Bonaparte decise che il Reno sarebbe stato immesso nel Po. Ma nessuno immaginava che il progetto di questo canale artificiale, noto oggi come Cavo Napoleonico o Scolmatore del Reno, inizialmente pensato per limitare i danni causati dalle frequenti inondazioni del Reno nel bolognese e nel ferrarese, si sarebbe trasformato nel giro di 150 anni in un'opera idraulica dalle molteplici funzioni.

 

Cavo Napoleonico a Sant'Agostino di FerraraCerchiamo di fare prima qualche passo indietro: anticamente, il Po passava per Ferrara, dividendosi nei pressi di San Giorgio nei due rami di Volano e Primaro. Con le rotte di Ficarolo del 1152 e 1192, però, il Po aprì a settentrione un nuovo corso, lasciando secco il Po di Ferrara. Il Reno, che sboccava all'interno di quest'ultimo, rimase senza sfogo ed in caso di piena allagava le terre circostanti danneggiando gravemente le terre della pianura bolognese.

Primo progetto dle Cavo Napoleonico (1805)Ne nacque una disputa secolare tra bolognesi e ferraresi che nemmeno il rimedio ordinato dal Cardinale Lambertini (futuro Papa Benedetto XIV), nella seconda metà del '700, riuscì a risolvere. I lavori ordinati collegarono il percorso finale del Reno con la parte finale del Po di Primaro nel noto Cavo Benedettino, alleggerendo così le piene che si verificavano a monte. Non a caso, l'attuale tratto finale del Reno fino alla foce è proprio l'antico letto del Po di Primaro.

Tuttavia, l'opera non fu sufficiente perché le rotte, anche se più rare, si ripetevano comunque.

Decreto per la realizzazione del Cavo Napoleonico (1805)Qualcuno ipotizzò di collegare il Reno al Panaro, il tratto più breve fra la curva a est del fiume e l'affluente del Po, ma il progetto fu accantonato a causa della frequente concomitanza di piene dei due fiumi.

 

Poi nell'800 entrò in scena Napoleone Bonaparte. "Quel geniale despota che la scena del mondo tutta occupava", secondo la definizione di Benedetto Croce, aveva particolarmente a cuore la città di Bologna, che visitò fra il 21 ed il 25 giugno 1805. Fu in questa occasione e grazie all'intervento del suo ministro Antonio Aldini, che si interessò a risolvere speditamente le questioni del Reno e dei relativi debiti di acque.


La Commissione di esperti istituita da Aldini, che si tenne in una delle sale del Comune di Bologna, portò all'attenzione di Napoleone tutte le vicissitudini della pianura bolognese e le soluzioni per una definitiva sistemazione idrica del Dipartimento del Reno, della quale l'Aldini redasse un'ampia relazione.

Cavo Napoleonico nel 1954Nonostante alcune proposte non risolutive formulate dai ferraresi, che erano piuttosto contrari alle ragioni dei bolognesi, Napoleone fu dalla parte di questi ultimi, decretando nel 1805 sia la liquidazione del debito contratto dal Dipartimento del Reno sia l'immissione delle acque del Reno nel Po Grande, attraverso la costruzione di una nuova linea lunga circa dieci miglia che dalla Panfilia nei pressi di S. Agostino terminava a Palantone.

Alle spese per la costruzione e la manutenzione della nuova linea (3.120.000 lire complessive) dovevano contribuire entro cinque anni i terreni compresi nel circondario definiti dai Chirografi Pontifici fra il 1770 ed il 1776.

 

I lavori per il nuovo inalveamento del Reno iniziarono all'indomani del decreto imperiale e proseguirono con grande celerità. Poi nel 1807, il percorso venne in parte modificato, prevedendo la conduzione delle acque del Reno non più a Palantone ma a Bondeno, attraverso l'immissione nell'ultimo tratto del Panaro e successivamente nelle acque del Po.

Vi fu poi un altro decreto nel 1810 che concerneva l'aggiunta della Botte sotto il Panaro ed altri lavori relativi allo scolo di Burana.

Tutto sembrava procedere con grande alacrità, finché il governo napoleonico si trovò inguaiato nelle guerre di Russia e di Spagna che ne prosciugarono tutte le risorse finanziarie fino a provocare il completo abbandono dei lavori nel 1814, con la caduta di Bonaparte.

 

Scariolanti al lavoro sulla linea del Cavo Napoleonico (1953 circa)Fu dopo una serie di catastrofiche rotte, avvenute tra il 1949 ed il 1951, che si avviò una lunga fase di riprogettazione del Cavo, anche in funzione di collegarlo al Canale Emiliano-Romagnolo (CER), realizzato negli anni '60 a scopi irrigui tra Bologna e Rimini.
Nei lavori, che ripresero nel 1953 e furono completati nel 1964 sulla base del progetto di Mario Giandotti, il nuovo tracciato del Cavo fu spostato più a Est collegandosi direttamente al Po. Nel 1966 venne aperta a Salvatonica la comunicazione con il Po ed avvenne il primo collaudo. Ma le preoccupanti perdite di acqua dal fondo, spinsero i tecnici a mettere in opera, tra il 1966 ed il 1973, una parziale impermeabilizzazione del fondo con lastre in cemento armato.

Immissione del Cavo Napoleonico nel Po GrandeAlla conclusione dei lavori, il Cavo Napoleonico era diventato un canale scolmatore con la doppia funzione di accogliere parte delle acque del Reno durante il periodo di piena e condurle al Po dopo un percorso di 18 chilometri e quella di alimentare, con flusso invertito, il Canale Emiliano-Romagnolo per l'irrigazione agricola, quando i corsi d'acqua romagnoli hanno portate insufficienti ai fabbisogni estivi.


Il Cavo Napoleonico è una delle opere di ingegneria idraulica più importanti della nostra pianura e ricopre un ruolo essenziale nella salvaguardia del nostro territorio>.

Necessita quindi di costanti ed attente manutenzioni affinché non si trasformi da risorsa a pericolo per le persone e l'economia e perché possa continuare a ricoprire il ruolo fondamentale per il quale è stato concepito e poi ampliato, con l'impiego, è giusto ricordarlo, di enormi risorse economiche.

 

Bibliografia, links ed altri documenti utili alla scrittura dell'articolo:

 

 

Notizie tratte da:

https://www.storiedipianura.it/territorio-e-cultura/storie-d-acqua/340-il-cavo-napoleonico-quando-il-reno-e-il-po-si-incontrano.html 


sabato 27 settembre 2025

BONATI TEODORO

BONATI TEODORO

Teodoro Bonati (Bondeno, 8 novembre 1724 – Ferrara, 2 gennaio 1820 - anni 95) è stato un ingegnere idraulico, matematico e medico italiano.


Si laureò in medicina presso l'Università degli Studi di Ferrara nel 1724 ed iniziò la pratica presso il paese d'origine. Conosciuto il sacerdote Romualdo Bertaglia, tecnico e perito del Comune nelle controversie idrauliche, iniziò gli studi matematici. Il marchese Guido Bentivoglio lo istituì però presto come medico di famiglia e nel 1750 lo invita a trasferirsi a Ferrara dove poté proseguire gli studi matematici. Nel 1763, alla morte di Bertaglia, gli venne conferita la carica di Consultore della Congregazione dei lavorieri e posto a dirigere i maggiori lavori idraulici della provincia ferrarese. Nel 1772 gli venne conferita la cattedra d'Idrostatica ed idrodinamica presso l'Università di Ferrara.

Scienziato e credente, contraddisse Napoleone, dichiarandosi contrario alla sua decisione di deviare il corso del fiume Reno, immettendolo nel Po tramite un canale chiamato Scolmatore del Reno o più comunemente Cavo Napoleonico.In particolare egli sosteneva molto avvedutamente che non sarebbe stato producente fare confluire le acque in eccesso del fiume Reno nel fiume Panaro, in quanto questi due corsi d'acqua presentano piene concomitanti, e quindi si «sarebbe riempito lo stesso bicchiere». Successivamente i lavori di questo canale artificiale hanno addotto l'acqua direttamente al fiume Po e al Canale Emiliano Romagnolo, in linea con quello che egli sosteneva in fase di ideazione di questa soluzione idrogeologica. I dialoghi con Napoleone sono testimoniati da lui stesso: «Li 23 detto (aprile 1797), l'Imperatore volle sentirmi alquanto a lungo sull'immissione del Reno in Po, presenti i bolognesi, promotori di detta immissione». 

Links:

https://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=8448&myword=BONATI 

https://it.wikipedia.org/wiki/Teodoro_Bonati 

Per approfondire la storia del Cavo Napoleonico si consiglia Wikipedia (fonte inesauribile di notizie):

https://it.wikipedia.org/wiki/Cavo_Napoleonico 

 

domenica 24 agosto 2025

ARCHIMEDE

Alcune notizie su Archimede tratte dal sito, (come solito), di Wikipedia al quale vi rimandiamo se volete approfondire l'attività del matematico, fisico e ............

 https://it.wikipedia.org/wiki/Archimede

Archimede di Siracusa (in greco antico: Ἀρχιμήδης?, Archimédēs; Siracusa, 287 a.C. circa – Siracusa, 212 a.C.[1]) è stato un matematico, fisico e inventore siceliota.

Considerato come uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, contribuì ad aumentare la conoscenza in settori che spaziano dalla geometria all'idrostatica, dall'ottica alla meccanica: fu in grado di calcolare la superficie e il volume della sfera e formulò le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi; in campo ingegneristico, scoprì e sfruttò i principi di funzionamento delle leve e il suo stesso nome è associato a numerose macchine e dispositivi, come la vite di Archimede, a dimostrazione della sua capacità inventiva. Circondate ancora da un alone di mistero sono invece le macchine da guerra che Archimede avrebbe preparato per difendere Siracusa dall'assedio romano.

La sua vita è ricordata attraverso numerosi aneddoti, talvolta di origine incerta, che hanno contribuito a costruire la figura dello scienziato nell'immaginario collettivo. È rimasta celebre nei secoli, ad esempio, l'esclamazione èureka! (εὕρηκα! - ho trovato!) a lui attribuita dopo la scoperta del principio sul galleggiamento dei corpi che ancora oggi porta il suo nome. 

 Il principio del sollevamento della vite di Archimede

 


lunedì 28 luglio 2025

LA LISTA DEI PAPI - DA XVI SECOLO AL XIX SECOLO

 LA LISTA DEI PAPI - DA XVI SECOLO AL  XIX SECOLO

XVI secolo

Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura
215 Pio III 22 settembre 1503 18 ottobre 1503 Francesco Nanni Todeschini Piccolomini Sarteano, Repubblica di Siena Basilica di Sant'Andrea della Valle
216 Giulio II 1º novembre 1503 21 febbraio 1513 Giuliano Della Rovere Albisola, Repubblica di Genova Basilica di San Pietro in Vincoli
217 Leone X 9 marzo 1513 1º dicembre 1521 Giovanni di Lorenzo de' Medici Firenze, Repubblica fiorentina Santa Maria sopra Minerva
218 Adriano VI 9 gennaio 1522 14 settembre 1523 Adriaan Florenszoon (originariamente Floriszoon) Boeyens d'Edel Utrecht, Sacro Romano Impero Santa Maria dell'Anima
219 Clemente VII 19 novembre 1523 25 settembre 1534 Giulio Zanobi di Giuliano de' Medici Firenze, Repubblica fiorentina Santa Maria sopra Minerva
220 Paolo III 13 ottobre 1534 10 novembre 1549 Alessandro Farnese Canino, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
221 Giulio III 7 febbraio 1550 23 marzo 1555 Giovanni Maria Ciocchi Del Monte Monte San Savino, Repubblica fiorentina Grotte Vaticane
222 Marcello II 9 aprile 1555 1º maggio 1555 Marcello Cervini degli Spannocchi Montefano, Stato Pontificio Grotte Vaticane
223 Paolo IV 23 maggio 1555 18 agosto 1559 Gian Pietro Carafa Capriglia Irpina, Regno di Napoli Santa Maria sopra Minerva
224 Pio IV 25 dicembre 1559 9 dicembre 1565 Giovanni Angelo dei Medici di Marignano Milano, Ducato di Milano Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
225 San Pio V 7 gennaio 1566 1º maggio 1572 Antonio Michele Ghislieri Bosco, Ducato di Milano Basilica di Santa Maria Maggiore
226 Gregorio XIII 13 maggio 1572 10 aprile 1585 Ugo Boncompagni Bologna, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
227 Sisto V 24 aprile 1585 27 agosto 1590 Felice di Peretto da Montalto o Felice Peretti Grottammare, Stato Pontificio Basilica di Santa Maria Maggiore
228 Urbano VII 15 settembre 1590 27 settembre 1590 Giovanni Battista Castagna Roma, Stato Pontificio Santa Maria Sopra Minerva
229 Gregorio XIV 5 dicembre 1590 16 ottobre 1591 Niccolò Sfondrati Somma Lombardo, Ducato di Milano Basilica di San Pietro
230 Innocenzo IX 29 ottobre 1591 30 dicembre 1591 Giovanni Antonio Facchinetti de Nuce Bologna, Stato Pontificio Grotte Vaticane
231 Clemente VIII 30 gennaio 1592 3 marzo 1605 Ippolito Aldobrandini Fano, Stato Pontificio Basilica di Santa Maria Maggiore
Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura

XVII secolo

Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura
232 Leone XI 1 aprile 1605 27 aprile 1605 Alessandro di Ottaviano dei Medici di Ottajano Firenze, Ducato di Firenze Basilica di San Pietro
233 Paolo V 16 maggio 1605 28 gennaio 1621 Camillo Borghese Roma, Stato Pontificio Basilica di Santa Maria Maggiore
234 Gregorio XV 9 febbraio 1621 8 luglio 1623 Alessandro Ludovisi Bologna, Stato Pontificio Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio
235 Urbano VIII 6 agosto 1623 29 luglio 1644 Maffeo Vincenzo Barberini Firenze, Granducato di Toscana Basilica di San Pietro
236 Innocenzo X 15 settembre 1644 7 gennaio 1655 Giovanni Battista Pamphili Roma, Stato Pontificio Sant'Agnese in Agone
237 Alessandro VII 7 aprile 1655 22 maggio 1667 Fabio Chigi Siena, Granducato di Toscana Basilica di San Pietro
238 Clemente IX 20 giugno 1667 9 dicembre 1669 Giulio Rospigliosi Pistoia, Granducato di Toscana Basilica di Santa Maria Maggiore
239 Clemente X 29 aprile 1670 22 luglio 1676 Emilio Bonaventura Altieri Roma, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
240 Beato Innocenzo XI 21 settembre 1676 12 agosto 1689 Benedetto Odescalchi Como, Ducato di Milano Basilica di San Pietro
241 Alessandro VIII 6 ottobre 1689 1º febbraio 1691 Pietro Vito Ottoboni Venezia, Repubblica di Venezia Basilica di San Pietro
242 Innocenzo XII 12 luglio 1691 27 settembre 1700 Antonio Pignatelli di Spinazzola Spinazzola, Regno di Napoli Basilica di San Pietro
243 Clemente XI 23 novembre 1700 19 marzo 1721 Giovanni Francesco Albani Urbino, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura

XVIII secolo

Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura
244 Innocenzo XIII 8 maggio 1721 7 marzo 1724 Michelangelo Conti Poli, Stato Pontificio Grotte Vaticane
245 Benedetto XIII
Servo di Dio
29 maggio 1724 23 febbraio 1730 Pietro Francesco Orsini Gravina in Puglia, Regno di Napoli Santa Maria sopra Minerva
246 Clemente XII 12 luglio 1730 6 febbraio 1740 Lorenzo Corsini Firenze, Granducato di Toscana Basilica di San Giovanni in Laterano
247 Benedetto XIV 17 agosto 1740 3 maggio 1758 Prospero Lorenzo Lambertini Bologna, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
248 Clemente XIII 6 luglio 1758 2 febbraio 1769 Carlo della Torre di Rezzonico Venezia, Repubblica di Venezia Basilica di San Pietro
249 Clemente XIV 19 maggio 1769 22 settembre 1774 Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli Santarcangelo di Romagna, Stato Pontificio Basilica dei Santi XII Apostoli
250 Pio VI 15 febbraio 1775 29 agosto 1799 Giovanni Angelo Braschi Cesena, Stato Pontificio Grotte Vaticane
251 Pio VII
Servo di Dio
14 marzo 1800 20 agosto 1823 Barnaba Niccolò Chiaramonti Cesena, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura

XIX secolo

Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura
252 Leone XII 28 settembre 1823 10 febbraio 1829 Annibale Clemente della Genga Genga, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
253 Pio VIII 31 marzo 1829 30 novembre 1830 Francesco Saverio Castiglioni Cingoli, Stato Pontificio Basilica di San Pietro
254 Gregorio XVI 2 febbraio 1831 1º giugno 1846 Bartolomeo Alberto Cappellari Belluno, Repubblica di Venezia Basilica di San Pietro
255 Beato Pio IX 16 giugno 1846 7 febbraio 1878 Giovanni Maria Mastai Ferretti Senigallia, Stato Pontificio Basilica di San Lorenzo fuori le mura
256 Leone XIII 20 febbraio 1878 20 luglio 1903 Vincenzo Gioacchino Pecci Carpineto Romano, Stato Pontificio Basilica di San Giovanni in Laterano
Nome pontificale Ritratto Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luogo di nascita Sepoltura