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giovedì 3 febbraio 2011

Non servivano più

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Cento husky ammazzati in Canada, a Vancouver. Non da un cacciatore impazzito, ma da una valutazione di mercato. Gli husky erano stati ingaggiati per trainare le slitte dei turisti durante le Olimpiadi invernali. Finite le Olimpiadi, erano finiti gradualmente anche i turisti. I cani non servivano più. Era un costo mantenerli ed era un costo eliminarli, perché vai a trovare un veterinario che ti uccide gratis cento animali giovani e sani. Così i gestori delle slitte hanno incaricato dello sterminio un operaio, risparmiando persino sui proiettili: non più di uno per cane. Gli husky che non hanno avuto la fortuna di morire subito sono stati finiti a coltellate in una fossa comune ed è stato tale lo stress che il boia ha chiesto i danni ai suoi mandanti. Perciò la storia è diventata di dominio pubblico: per una questione di soldi, come per una questione di soldi era stato pianificato il massacro.

Quando l’economia divorzia dall’umanità partorisce orrori come questi. E senza neanche il surplus di ferocia che caratterizza i criminali classici. Con una freddezza implacabile da ragionieri esistenziali. Per i reggitori del gioco, quei cani non erano creature, ma numeri da usare per produrre altri numeri. Certe volte mi chiedo se i pochissimi bipedi che governano il mondo dalle torri eburnee dei loro non sempre meritati imperi finanziari - quelli, per intenderci, che l’altra domenica pontificavano a Davos - abbiano di noi una considerazione tanto diversa: numeri da usare per produrre altri numeri. Buoni per tirare la slitta finché serve. E poi.


Massimo Gramellini
La Stampa, 2/2/2011
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Il vestito di Carlà

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Carla Bruni non è più di sinistra. Ecco la classica notizia insignificante che piomba sul tavolo della redazione in una giornata plumbea e riesce quantomeno a provocare una smorfia. Madame Sarkozy non è più di sinistra, lo ha dichiarato lei in un’intervista, ed è una bella sorpresa, specialmente per la sinistra, che perso il voto di Carlà potrà dedicarsi a recuperare quelli della colf, della parrucchiera e della sarta di Carlà, che da decenni votano a destra, non foss’altro per reazione ai discorsi di Carlà.

Premessa: un maschio torinese non è la persona più obiettiva per giudicare colei che incarna la casta delle «cremine», come venivano chiamate ai tempi della mia e sua adolescenza le torinesi ricche, snob, enigmatiche e sostanzialmente stronze, nel senso di crudeli, per le quali la rivoluzione e i rivoluzionari erano un giochino cerebrale con cui ingannare la noia di esistenze facilitate dal destino. Con gli anni abbiamo imparato ad apprezzare la sua eleganza e a convincerci che nascondesse tesori di conoscenza. Ma certo il suo passaggio nell’area del non voto, se non addirittura fra le file del marito destrorso, va festeggiato come un momento di libertà. Sì, libertà di dire che i suoi dischi sono di una noia pazzesca, senza più correre il rischio di passare per insensibili. Libertà di vederla per quella che è, una donna di potere intelligente e spregiudicata, non una santa protettrice degli oppressi. Perché quelle come Carlà sono di destra dentro. E indossano le idee di sinistra come un vestito attillato che serve a fare colpo sugli illusi, ma prima o poi si strappa.
Massimo Gramellini
La Stampa, 1/2/2011

venerdì 7 gennaio 2011

Sacchetti di plastica al Slunga

Oggi all' Slunga.
Dopo aver salutato il Branzino triste™ PZ si fionda alla cassa con la spesa.
Signora davanti alla domanda "Sacchetti?"

"Me ne dia 20 che tra poco non ci saranno più."

Oh, well!

PS: PZ da anni si porta la sua sporta, la ripara quando evidenzia qualche prob. Ha evitato almeno 500 sacchetti. 7c cad*500=35€ che non faranno arricchire PZ ma almeno sorridere.

 Pubblicato il 28/12/2010 da

domenica 7 novembre 2010

Saluteremo il signor padrone

Saluteremo il signor padrone
per il male che ci ha fatto
che ci ha sempre maltrattato
fino all'ultimo momen'
Saluteremo il signor padrone
per la sua risera neta
pochi soldi in la casseta
ed i debiti a pagar

Macchinista macchinista faccia sporca
metti l'olio nei stantuffi
di risaia siamo stufi
Macchinista macchinista faccia sporca
metti l'olio nei stantuffi
di risaia siamo stufi
a casa nostra vogliamo andar
 
Con un piede con un piede sulla staffa
e quell'altro sul vagone
ti saluto cappellone
ti saluto cappellone
Con un piede con un piede sulla staffa
e quell'altro sul vagone
ti saluto cappellone
a casa nostra vogliamo andar 


Il lavoro delle mondine era massacrante: lontane da casa, sottoposte a turni disumani in condizioni ambientali spesso proibitive, ricevevano una paga irrisoria ed erano alla mercé del proprietario della risaia, padrone assoluto delle loro esistenze. La fine del periodo di lavoro era per loro un vero e proprio ritorno alla vita.
Il "cappellone" cui si allude nei versi finali di questa canzone è probabilmente il largo cappello di paglia che le mondine usavano per proteggersi dal sole e che può finalmente essere abbandonato al momento di tornare a casa.
 Testo della canzone e commento tratti da:



sabato 6 novembre 2010

Bella Ciao

Il seguente testo è quello più diffuso, con tra parentesi alcune varianti:

« Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire (Mi porterai) lassù in (sulla) montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire (Mi porterai) lassù in (sulla) montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E (Tutte) le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E (Tutte) le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!» » 

Bella ciao -
Bella ciao - Modena City Ramblers
Bella ciao - Modena City Ramblers e Paolo Rossi
Bella ciao - Simone Cristicchi e Minatori di Santa Fioria 1/5/2010

La canzone delle mondine:

Alla mattina appena alzate
Oh bella ciao bella ciao
Bella cia ciao ciao
Alla mattina appena alzate
Laggiù in risaia ci tocca andar

E fra gli insetti e le zanzare
Oh bella ciao bella ciao
Bella ciao ciao ciao
E fra gli insetti e le zanzare
duro lavoro ci tocca far

O mamma mia oh che tormento
Oh bella ciao bella ciao
Bella ciao ciao ciao
O mamma mia oh che tormento
io ti invoco ogni doman

Ma verrà il giorno che tutte quante
Oh bella ciao bella ciao
Bella ciao ciao ciao
Verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà

testo tratto da:
"Il fischio del vapore"
Francesco De Gregori
Giovanna Marini

sabato 28 agosto 2010

Fari sempre accesi, cervello spento.

È una di quelle cose che PZ non ha mai capito e mai si adeguerà:
L'obbligo dei fari accesi in autostrada o sulle superstrade.

E per fortuna sua non è solo.

PZ di km in auto ne fa pochi ma fino ad oggi non è mai stato fermato per i fari spenti.
Perché se succedesse avrebbe articoli come questo a portata di mano:

Fari accesi di giorno: la farsa continua


Una delle tante leggi assolutamente assennate.


venerdì 27 agosto 2010

Le ore contate

Una splendida notizia per i collezionisti di orologi. D’ora in poi, a Napoli, chi guiderà un motorino senza casco riceverà dal vigile, unitamente alla multa, uno swatch in regalo con la scritta «Senza casco ho le ore contate». Non è un monologo del compianto Massimo Troisi: a Napoli chi verrà sorpreso a guidare un motorino senza casco riceverà veramente in regalo un orologio. Ma non è geniale? Tu fai un’infrazione e io ti do un premio. E pazienza se ti do anche la multa (che quasi sicuramente non pagherai) e se l’orologio contiene una terribile minaccia intesa a responsabilizzare i minorenni (che sbianchetteranno la scritta per motivi scaramantici e venderanno l’orologio al mercato nero).

Considerate le dimensioni del fenomeno - a Napoli gli unici caschi in circolazione si trovano presso i parrucchieri per signora - coprire la richiesta di orologi richiederà uno sforzo industriale non indifferente. Ci tranquillizza sapere che la Regione Campania, cui si deve la brillante iniziativa, pagherà il conto senza problemi. Si è appena lamentata dei tagli di Tremonti, ma non lesinerà certo i soldi a un’opera di bene.


Personalmente sono orgoglioso di contribuire alla sua realizzazione col piccolo obolo delle mie tasse. Chiedo soltanto l’applicazione di un minimo di par condicio: ogni volta che a Torino lascio l’auto in sosta vietata, gradirei ricevere dal vigile un pacchetto di gianduiotti.

Massimo Gramellini
30/7/2010 - Lastampa.it

giovedì 26 agosto 2010

God parade

Il vescovo ausiliario di Salisburgo ha scritto, nero su bianco, che la morte di quei ventuno ragazzi alla Love Parade del luglio scorso è stata una punizione divina. Ballare impasticcati e seminudi per le strade costituisce attività peccaminosa, sostiene il vescovo, ed è perfettamente naturale che Dio colpisca chi tenta di sovvertire l’ordine da lui creato. L’attribuzione a un Ente Supremo di pulsioni umane, come la riparazione di un torto attraverso la vendetta, ripugna a chiunque sia in cerca di spiritualità autentica e contiene una falla che nessun teologo è ancora riuscito a colmare. Se Dio aveva deciso di castigare i baccanti della Love Parade, perché ne ha sterminati solo ventuno, risparmiando gli altri? Ma soprattutto: perché ha preso di mira una moltitudine di giovanotti che, per quanto sballati, non stavano dando fastidio a nessuno, mentre non si accanisce con altrettanta precisione su assassini, ladri, stupratori e tutto ciò di ben più orribile e «peccaminoso» di una danza sfrenata che viene messo in scena ogni giorno dalla tragicommedia umana?

Un parroco della mia infanzia diceva che il Dio Paura è un’invenzione degli uomini per spaventare, inibire e dominare altri uomini. Gesù, aggiungeva, ci ha insegnato che Dio non è un vecchietto arrabbiato con la barba bianca e il forcone, ma l’energia d’amore di cui è composto l’universo. Peccato che quel parroco illuminato ci abbia lasciati da tempo. Altrimenti avrei umilmente suggerito al vescovo tonante di andare a lezione di catechismo da lui.

Massimo Gramellini
26/8/2010 - La Stampa

venerdì 13 agosto 2010

Visto all'Iper Portello / Milano




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Posted By Marco to ECO... LOGICO at 8/12/2010 08:33:00 AM
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