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mercoledì 8 dicembre 2010

Votare o non votare ?

Alcuni giorni fa ho avuto una vivace discussione con un carissimo amico se andare o meno a votare alle prossime elezioni politiche. Alla mia asserzione che l'astensionismo non risolve i problemi, il mio amico mi ha snocciolato una serie di motivi a sostegno della sua tesi e per ribadirli mi ha inviato questa mail:
" Carissimo Nonno Kucco, 
sempre più convinto della mia decisione, ti ribadisco che, probabilmente,  non andrò a votare perché:
01) - non voglio, con il mio voto, legittimare la presenza in Parlamento di persone che, in tempo di     crisi, percepiscono in un mese quello che un lavoratore, se lavora, percepisce in un anno;
02) - è vergognoso che i parlamentari si rechino allo stadio per vedere le partite di calcio con le auto blu;
03) - la sanità pubblica ha tempi di attesa lunghissimi, mentre se pago il giorno dopo posso fare l'esame ;
04) - lo Stato finanzia la scuola privata e taglia i fondi alla scuola pubblica;
05) - lo Stato ha esentato dall' I.C.I. gli edifici di proprietà della Chiesa cattolica;
06) - lo Stato destina l'8 per mille alle varie organizzazioni religiose. Che siano i loro adepti a finanziarle.
07) - lo Stato pone ostacoli alla ricerca scientifica in nome di un'etica religiosa, l'etica di uno stato laico  deve essere un'etica laica. Non dimentichiamo che in nome della religione cattolica sono stati uccisi migliaia di persone e distrutte intere civiltà;
08) - c'è ancora il segreto di stato sulle stragi;
09) - i parlamentari acquisiscono il diritto alla pensione, se non erro, dopo cinque anni;
10) - si costruiranno le centrali nucleari;

Forse non riuscirò a cambiare la tua idea ma ti prego di meditare.
Ciao"

sabato 30 ottobre 2010

Considerazioni

Nulla v'è per una città più nemico che un tiranno, quando non vi siano anzitutto leggi generali, e un uomo solo ha il potere, facendo la legge egli stesso a se stesso.

Euripide

LussuriaÈ lussurioso chi si fa travolgere dal sesso, chi è malato di desiderio e riesce perfino a dedicare al piacere carnale il tempo che dovrebbe dedicare alle faccende quotidiane. 
 

DA WIKIPEDIA:

La lussuria è l'abbandono lascivo al piacere sessuale. Una persona lussuriosa agisce solo con lo scopo di sedurre altri per avere rapporti. Spesso un lussurioso tende a mettere in mostra tutte le sue doti che giudica "attraenti" e si offre in maniera diretta (tentando di sedurre) o indiretta (ad esempio tenendo la camicia eccessivamente sbottonata). Chi è afflitto da questo peccato, per sedurre, punta solo sulla dimostrazione delle sue doti fisiche o intellettuali, non potendo contare su un' intesa sentimentale, infatti tende e svalutare i partners, da lui considerati solo degli oggetti utili a raggiungere il piacere. Oltre che per la ricerca del piacere l'atto sessuale è per una persona lussuriosa anche dimostrazione di forza. Nella società occidentale il termine lussuria non è più molto usato, in quanto si ritengono normalmente accettabili i comportamenti sessuali che coinvolgono adulti consenzienti.

lunedì 5 luglio 2010

Quando uno stupido..........

Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che è suo dovere.
 George Bernard Shaw
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Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire.
Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche, catastrofiche e deprimenti.
Direttiva dell'Ufficio Stampa del governo Mussolini, 1931.

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sabato 3 luglio 2010

Considerazioni

" Se dovessi scegliere fra un governo senza giornali o giornali senza un governo, non esiterei un attimo a fare la seconda scelta."

Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America, 1743-1826
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"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."

Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 54
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martedì 2 marzo 2010

Passeggiare in un mondo che ha smesso di camminare


Pietro Citati in Repubblica del 13 Gennaio 2010. Bellissimo...
"Nella mia vita, ho passeggiato moltissimo, specialmente a Roma. Per almeno quarant'anni, ogni giorno alle 14 uscivo di casa. Abitavo (e abito) in una piccola strada, ignota persino ai tassinari, nella casa di fronte a quella dove abitarono per molto tempo Giulietta Masina e Federico Fellini.
Attraversavo viale Liegi, raggiungevo piazza Verdi, dove ogni giorno contemplavo con orrore ed entusiasmo il palazzo della Zecca, e poi via Paisiello. A questo punto, si apriva davanti a me Villa Borghese, che continuo ad amare con una specie di ebbra passione.
Ammiravo piazza di Siena che per me è uno dei grandi luoghi simbolici della terra - luogo di bambini, innamorati, lettori, cavalli, mendicanti. A volte attraversavo in tutti i sensi e in tutte le direzioni Villa Borghese - raggiungendo il laghetto o il piccolo cinema dove un tempo portavo mio figlio ogni domenica a vedere con lui i cartoni animati. A volte, proseguivo fino al Pincio, e mi inoltravo - contemplando molte tra le meraviglie di Roma - fino a piazza Navona. Non era lontano. Col mio passo da vecchio piemontese ci mettevo non più di quarantacinque minuti. Poi tornavo a casa. La passeggiata pomeridiano aveva, per me un'importanza capitale. Mi riposava, mi irrobustiva, mi dava calma e quiete. Soprattutto cancellava tutti i pensieri della mattina: la mia mente diventava vuota: si compiaceva di essere vuota; e cominciavano a nascere altri pensieri, che lentamente si formavano, costruivano un'architettura, nella quale sarei vissuto il pomeriggio e la sera. La giornata diventava nuova, la mente agile, e il sonno si preparava e si annunciava da lontano. Non ero solo. Incontravo moltissimi bambini, che giocavano al pallone o alle biglie o andavano in bicicletta.
Insieme a loro, c'erano i nonni, una stirpe a cui allora non appartenevo, ma che mi ha sempre affascinato, Con una vecchissima nonna conversavo sempre mentre i suoi nipoti giocavano allo skateboard. Qualcuno leggeva un libro su una panchina: qualcuno dormiva o dormicchiava; qualche diciottenne faceva la corte a una ragazza. Per tutti, non solo per me, quello era il culmine della giornata: un punto, un fondamento, sui quali reggeva il mondo.
Ora, tutto è cambiato. Quasi nessuno passeggia più. Villa Borghese è vuota. Non ci sono più né bambini né nonni né lettori. In parte, la ragione è nota a tutti. Col così detto "tempo pieno" - istituzione che esecro, sebbene ne comprenda la necessità - a quell'ora i bambini sono prigionieri a scuola. Stanno lì, mangiano, studiano, chiacchierano, rispondono ai maestri e ai professori, ma hanno perduto per sempre l'aria, il verde, il sole, le vibrazioni di Villa Borghese. Credo che sia una perdita immensa. Credo che l'umanità si divida tra coloro che posseggono ancora le loro Ville Borghese e coloro che ne hanno smarrito non solo il ricordo ma anche l'esperienza: tra coloro che passeggiano e coloro che non passeggiano più.
Qualcosa mi sfugge. E i nonni, i pensionati, gli sfaccendati dove sono andati a finire? Potrebbero benissimo passeggiare tra lecci e magnolie, e invece stanno chiusi da qualche parte. Cosa fanno? Dubito che leggano. Non fanno niente. Vivono prigionieri dei loro tristi pensieri, o delle mura e dei mobili delle loro case. Vorrei che si ricordassero o (se non hanno ricordi) imparassero. Niente è più bello che passeggiare contemplando gli alberi o guardando lievemente, senza preoccupazioni, dentro se stessi."

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Posted By Marco to ECO... LOGICO at 2/21/2010 01:24:00 AM


domenica 28 febbraio 2010

Libertà

Non ha senso fare della libertà dell' individuo un mito, se non lo si inserisce in un quadro di ben precisi doveri morali.
da " La Libertà " di Ludovico Geymonat

venerdì 19 febbraio 2010

Meditate, meditate gente

Memento mori
Ricordati che si muore

Pulvis es et in pulverem reverteris
Tu sei polvere e polvere ritornerai

Vita ipsa.....brevis est
La vita è breve

Fugit irreparabile tempus
Fugge irreparabilmente il tempo

Sic transit gloria mundi
Così passa la gloria del mondo

Nulla di nuovo

Nulla v'è per una città più nemico che un tiranno, quando non vi siano anzitutto leggi generali, e un uomo solo ha il potere, facendo la legge egli stesso a se stesso.

Euripide

giovedì 18 febbraio 2010

I sette vizi capitali

I vizi sono tanti ma quelli capitali sono solo sette. Affrescati nella memoria con il racconto dei gironi danteschi, e ricordati dai contemporanei grazie anche alle numerose citazioni cinematografiche, i vizi capitali sono introdotti da Tommaso d’Aquino, nel XIII secolo, all’interno del catechismo della Chiesa cattolica.

Sette come i nani, i re di Roma e le meraviglie del mondo. Eppure quanti di noi ricordano a memoria i vizi capitali? Spesso è difficile anche capire il significato della parola che li riassume. Perciò ecco l’anatomia dei vizi che ci aiuta a capire se siamo più viziosi o più virtuosi!

Superbia – È considerata superba la persona che si sente superiore e aspetta un riconoscimento per la sue doti meravigliose, vere o presunte che siano.

Accidia – Si attribuisce alla persona oziosa, quella che si adagia e si adatta a non fare niente. Sa di sbagliare, ha molti impegni, ma li ridimensiona per non portarli a termine.

Invidia
– Forse è il peccato che ha bisogno di meno spiegazioni. L’invidioso è quello dispiaciuto e frustrato della felicità e dei successi degli altri.

Ira – Non è la pura e semplice esplosione rabbia, che si ha quando "saltano i nervi". I vizi non sono mai occasionali. È iraconda infatti la persona estremamente suscettibile in grado di diventare furiosa per qualsiasi sciocchezza.


Avarizia – È tipica della persona che risparmia per il gusto di risparmiare, senza averne bisogno. È avara la persona che desidera ardentemente accumulare beni, soldi e quant’altro, al di là di ogni necessità.

Gola – La "voglia di qualcosa di buono" diventa vizio quando si trasforma in lusso alimentare. Pecca di gola la persona ingorda, quella che consuma quantità esagerate di cibo, il più delle volte molto costoso.

Lussuria – È lussurioso chi si fa travolgere dal sesso, chi è malato di desiderio e riesce perfino a dedicare al piacere carnale il tempo che dovrebbe dedicare alle faccende quotidiane.

mercoledì 17 febbraio 2010

Pensieri in libertà

Se non ammetti di avere sbagliato,
sei costretto ad imbrogliare, a mentire,
a giocare d’astuzia,
per difendere la tua posizione.

Paolo Sylos Labini


“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume,
abbattuto l’ultimo albero,
preso l’ultimo bisonte,
pescato l’ultimo pesce,
solo allora si accorgeranno
di non potere mangiare il denaro
accumulato nelle loro banche”.

Tatanka Iotaka

(Toro Seduto)


…..e vola il tempo e vola la mia vita,
ciò che hai perduto non riavrai mai più,
un uomo trascinato da un torrente
non ha la forza di tornare su,
anch’io seguo la fila tra la gente,
è tanto tempo che non lotto più
e vola il tempo e vola la mia vita,
ciò che è passato non ritorna più……

Giorgio Gaber

Da “Un uomo che dal monte"