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mercoledì 12 febbraio 2014
mercoledì 29 gennaio 2014
VIESTE - luglio 1987
Luglio 1987 - Vacanze in Puglia.
Vieste, Peschici, Isole Tremiti, Alberobello, Castellana, Monte S. Angelo, S.Giovanni Rotondo.
Porticello Residence (Vieste)
Ho ritrovato una raccolta di cartoline :
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Vieste, Peschici, Isole Tremiti, Alberobello, Castellana, Monte S. Angelo, S.Giovanni Rotondo.
Porticello Residence (Vieste)
Ho ritrovato una raccolta di cartoline :
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domenica 26 gennaio 2014
Ferrara - Mosti Trotti Estense Ercole - Frammenti di storia
Ferrara - Mosti Trotti Estense Ercole - Frammenti di storia.
MOSTI TROTTI ESTENSE, Ercole.
Notizie tratte da:
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 77_online (2012)
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DOPO AVER DATO ALLE BATTAGLIE
PER LA RIVENDICAZIONE DEGLI UMILI
LA SUA ESISTENZA
INNEGGIANDO ALLA PATRIA
CADDE SULLA BRECCIA
IL 26 - II - 1915
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AFFETTO DI POPOLO
INAUGURATA NEL 1915 SUL PORTALE DELLA VIA COPERTA
DISTRUTTA NELL'INCURSIONE BELLICA DEL 13 - VII - 1944
RICOLLOCATA SU QUESTO ISTITUTO 15 - XII - 1962
MOSTI TROTTI ESTENSE, Ercole.
Nacque a Bologna il 3 dicembre 1864, terzogenito e unico figlio
maschio del marchese Tancredi (1826-1903) e di Paolina Pepoli
(1831-1916). Ebbe il titolo di marchese con decreto regio del 20
settembre 1907.
Giovane dall’animo irrequieto, dopo la laurea in giurisprudenza –
conseguita a Bologna il 4 luglio 1887 con una tesi sui partiti politici –
si mostrò insofferente all’ambiente aristocratico ferrarese e
intraprese viaggi in Europa e nel Nord e Sud America; durante uno di
questi, rimasto privo di denaro in Messico, trovò lavoro come
bigliettaio per pagare le spese del ritorno.
In Belgio conobbe Rachel Verset, di Chicago, che
sposò con il solo rito religioso; ritornato a Ferrara con la donna, le
diede un alloggio nei pressi del palazzo di famiglia. In seguito,
tuttavia, intrecciò una relazione con una cameriera della moglie, Iole
Fabbri, nativa di Copparo, dalla quale ebbe un figlio; il bambino, nato
il 29 luglio 1902 e battezzato con il nome di Tancredi, fu registrato
come illegittimo, ma ebbe il riconoscimento da entrambi i genitori e fu
l’ultimo maschio a portare il cognome Mosti Trotti Estense. Rachel
Verset, rimasta a Ferrara anche dopo la fine della relazione con Ercole
Mosti, sposò nel 1908 il collezionista d’arte Stanislao Sgherbi,
amministratore dei nobili ferraresi Gulinelli.
Al rientro in patria, dopo la stagione dei viaggi, si dedicò alla
politica avvicinandosi agli ambienti del nascente socialismo ferrarese.
Nel 1898, in particolare, sostenne il gruppo che vedeva fianco a fianco
intellettuali come Ignazio Scarabelli, docente di diritto nell’Ateneo
ferrarese, e Ugo Poledrelli, futuro sindaco di Portomaggiore, ma anche
artigiani e operai provenienti da esperienze sindacali nelle industrie.
Questo impegno in opposizione al fronte conservatore, all’epoca
dominante, gli procurò attriti con l’ambiente aristocratico cittadino e
con la stessa famiglia di provenienza, ma non gli impedì di partecipare,
il 24 maggio 1898, alle celebrazioni organizzate in onore del padre e
dei superstiti Bersaglieri del Po, in occasione del cinquantesimo
anniversario degli scontri avvenuti a Vicenza nel 1848: i volontari
ferraresi al comando di Tancredi Mosti, infatti, si erano distinti
durante la difesa della città dalle truppe austriache, conclusasi in
giugno con la capitolazione dopo tre settimane di assedio. Muovendo i
primi passi sulla scena pubblica, fu anche membro della direzione del
teatro Comunale di Ferrara, incarico da cui diede le dimissioni nel
1901.
L’esordio nella politica attiva non fu all’insegna del successo:
candidato a Feltre, non fu eletto e dovette ripiegare su un seggio di
consigliere di minoranza nel consiglio comunale di Ferrara. In questa
veste sostenne la necessità di attuare un processo di moralizzazione
nella vita pubblica del Paese e della città. Protagonista di accesi
dibattiti, fu in diverse occasioni oggetto di querela da parte di
personaggi pubblici, tanto che le spese giudiziarie – unite a una scarsa
attenzione alla gestione delle proprietà di famiglia – consumarono il
patrimonio ereditato dal padre. Fra i beni venduti per ripianare i
debiti vi furono anche il palazzo cittadino della famiglia sull’allora
corso Vittorio Emanuele, fatto decorare in stile liberty dal padre poco
prima della morte, e l’ex delizia estense di Fossadalbero, di proprietà
della famiglia Mosti fin dal 1527.
Confrontandosi
per la prima volta con una condizione di ristrettezze economiche, si
trasferì a Bologna, dove sposò Iole Fabbri (13 settembre 1906) e superò a
44 anni l’esame di abilitazione alla professione di avvocato; negli
anni seguenti affiancò sempre l’impegno professionale a quello politico.
Iniziò così l’ascesa nel Partito radicale italiano – già attivo dagli
anni Settanta dell’Ottocento ma ufficialmente costituitosi nel 1904 –
fino a raggiungere nel 1912 la carica di segretario politico, che tenne
fino alla morte; in questo ruolo affiancò il segretario generale
Giovanni Amici.
Alle elezioni politiche del 1913 per la XXIV legislatura, le prime a
suffragio universale maschile, le diverse anime dell’opposizione al
fronte conservatore ferrarese, rappresentato da Pietro Niccolini, si
divisero nella scelta dei candidati. I sindacalisti proposero Michele
Bianchi, portavoce della protesta contro l’impresa italiana in Libia,
mentre i socialisti scelsero Raffaele Mazzanti, artefice e vertice del
cooperativismo a Ferrara; i radicali puntarono su Mosti , che andò al
ballottaggio. Dopo che i socialisti e i sindacalisti dichiararono le
proprie intenzioni di voto a favore del candidato radicale e anche
Bianchi, suscitando discussioni fra i propri sostenitori, si schierò
dalla sua parte nonostante egli fosse dichiaratamente favorevole alla
spedizione in Libia, Niccolini si ritirò e Mosti entrò
così in Parlamento nelle file del Partito radicale italiano in quella
che non fu solo l'unica affermazione parlamentare dei radicali nel
collegio ferrarese, ma anche il maggiore successo elettorale nella
storia del partito. La partecipazione dei radicali al quarto governo
Giolitti ebbe per altro fine con il congresso di Roma del febbraio 1914,
in cui, contrari all’alleanza fra liberali e cattolici sancita dal
patto Gentiloni, scelsero di uscire dall'esecutivo, che cadde nel marzo
successivo.
Come parlamentare, fra
il 3 febbraio 1914 e il 20 febbraio 1915, Mosti fece 15 interpellanze e
interrogazioni e 5 interventi, due dei quali con dichiarazioni di voto;
fra gli argomenti trattati figurano l’istruzione degli analfabeti
emigranti negli Stati Uniti, i disordini verificatisi ad Ancona il 7
giugno 1914, la disoccupazione nella provincia di Ferrara, le spese
relative all’occupazione della Libia.
Allo scoppio della prima guerra mondiale il
Partito radicale si trovò diviso al suo interno fra una corrente
interventista, maggioritaria, e una neutralista, minoritaria ma
sostenuta anche da figure di spicco come il ministro dell’Agricoltura,
industria e commercio Francesco Saverio Nitti. Superato il dibattito
interno, la direzione radicale – di cui facevano parte fra gli altri
Gino Bandini, Scipione Borghese e lo stesso Mosti, nella veste di
segretario politico – si pronunciò ufficialmente: il 6 agosto 1914
sostenne la necessità per l’Italia di passare dalla neutralità allo stato di guerra a fianco di Francia e Inghilterra,
nonostante l’adesione alla Triplice alleanza. In due documenti
successivi (14 settembre e 20 novembre) il partito ribadì la convinta
posizione interventista, aumentando così la distanza dai socialisti
fautori della neutralità. Mosti si schierò decisamente sul fronte
interventista e intraprese una campagna di sensibilizzazione che lo
portò a pronunciare discorsi e pubblicare lettere su giornali e riviste.
Nello
stesso periodo la sua salute cominciò a declinare a causa di una
flebite. Nonostante lo stadio avanzato della malattia, dopo il terremoto
del 13 gennaio 1915 si recò nella Marsica per unirsi agli aiuti che
accorrevano da tutta la penisola. Il 25 febbraio al teatro Lirico di
Milano, durante un comizio interventista, pronunciò un vibrante discorso
contro l’Austria, la Germania e la posizione assunta dai cattolici;
colto da malore, morì durante la notte.
Trasportato
a Ferrara il 1° marzo, per espressa volontà testamentaria ebbe funerale
civile e fu sepolto in terra anziché nella cappella di famiglia.
Notizie tratte da:
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 77_online (2012)
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| Monumento funebre nelle Certosa di Ferrara |
| Particolare |
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| Epigrafe |
ERCOLE TROTTI MOSTI
STRENUO ASSERTORE
DELLE DOTTRINE DEMOCRATICHE
VINDICE DELL'ONESTA POLITICA
DEPUTATO DEL POPOLO DI FERRARA
AL PARLAMENTO NAZIONALE
SPIRO' AUSPICANDO
UNA PIU' GRANDE ITALIA
__________
GLI AMICI CONSACRANO
________
MCMXVI
________
N. 3 DICEMBRE 1864 M. 26 FEBBRAIO 1915
Ricordo del figlio
29 luglio 1902 - 2 ottobre 1920
In Belgio conobbe Rachel Verset, di Chicago, che
sposò con il solo rito religioso; ritornato a Ferrara con la donna, le
diede un alloggio nei pressi del palazzo di famiglia. In seguito,
tuttavia, intrecciò una relazione con una cameriera della moglie, Iole
Fabbri, nativa di Copparo, dalla quale ebbe un figlio; il bambino, nato
il 29 luglio 1902 e battezzato con il nome di Tancredi, fu registrato
come illegittimo, ma ebbe il riconoscimento da entrambi i genitori e fu
l’ultimo maschio a portare il cognome Mosti Trotti Estense.
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Mosti Trotti Estense Ercole è ricordato anche in una lapide a Pontelagoscuro (Via Padova 240)
ERCOLE TROTTI MOSTI
SOLDATO DELLA DEMOCRAZIADOPO AVER DATO ALLE BATTAGLIE
PER LA RIVENDICAZIONE DEGLI UMILI
LA SUA ESISTENZA
INNEGGIANDO ALLA PATRIA
CADDE SULLA BRECCIA
IL 26 - II - 1915
_________
AFFETTO DI POPOLO
INAUGURATA NEL 1915 SUL PORTALE DELLA VIA COPERTA
DISTRUTTA NELL'INCURSIONE BELLICA DEL 13 - VII - 1944
RICOLLOCATA SU QUESTO ISTITUTO 15 - XII - 1962
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sabato 25 gennaio 2014
Ferrara - Mario Bisi - Frammenti di storia
Mario Bisi
Frammenti di storia
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Testo:
Frammenti di storia
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La lapide si trova nell’atrio di ingresso dell’Istituto di Anatomia Patologica al n. 64A di
Via Fossato di Mortara, Ferrara.
Via Fossato di Mortara, Ferrara.
Testo:
MARIO BISI
PATRIOTA
MEDAGLIA D’ARGENTO V.M.
VITTIMA DELLA TIRANNIDE FASCISTA
QUI STRAPPATO AL SUO LAVORO
21 - 22 AGOSTO 1944
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Mario Bisi era custode presso l’Istituto di Anatomia Patologica.
Aveva 33 anni ed era già capo di Stato Maggiore della Brigata partigiana a Ferrara per le sue qualità di organizzatore intelligente e capace, che aveva portato a termine brillanti operazioni. Catturato dai fascisti durante la notte tra il 20 ed il 21 agosto 1944, sottoposto ad odiose e inaudite sevizie, non disse una sola parola e fu ucciso a colpi di pistola. La versione ufficiale parlò di suicidio.
Medaglia d’argento al V.M. alla memoria.
Aveva 33 anni ed era già capo di Stato Maggiore della Brigata partigiana a Ferrara per le sue qualità di organizzatore intelligente e capace, che aveva portato a termine brillanti operazioni. Catturato dai fascisti durante la notte tra il 20 ed il 21 agosto 1944, sottoposto ad odiose e inaudite sevizie, non disse una sola parola e fu ucciso a colpi di pistola. La versione ufficiale parlò di suicidio.
Medaglia d’argento al V.M. alla memoria.
Ferrara - Tramonto sul Po di Volano
Ferrara - Tramonto sul Po di Volano
( dal ponticello di Focomorto)
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Una precisazione:
il ponte dal quale sono state scattate le fotografie non è sul Po di Volano ma bensi sul "Diversivo del Po di Volano".
Carico la cartina e le foto dei punti in cui il diversivo inizia e termina.
(Cartina e foto scaricate da Google Maps)
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( dal ponticello di Focomorto)
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Una precisazione:
il ponte dal quale sono state scattate le fotografie non è sul Po di Volano ma bensi sul "Diversivo del Po di Volano".
Carico la cartina e le foto dei punti in cui il diversivo inizia e termina.
(Cartina e foto scaricate da Google Maps)
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lunedì 20 gennaio 2014
Ferrara - Come cambia il tempo (meteorologico)
Ferrara - Come cambia il tempo (meteorologico)
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Ho ricevuto da un caro amico la fotografia scattata nel 1929 quando il Po era ghiacciato.
Non c'è più il freddo di una volta..........
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Ho ricevuto da un caro amico la fotografia scattata nel 1929 quando il Po era ghiacciato.
Non c'è più il freddo di una volta..........
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domenica 19 gennaio 2014
San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) - Nanni Gaetano
San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) - Nanni Gaetano
"......... mentre era in casa della fidanzata bussarono alla porta e, preso dalla paura che lo stessero cercando, corse alla finestra che dava sul retro, ma appena cercò di buttarsi nel cortile per fuggire fu colpito a morte....."
Questo è quanto raccontato tante volte dalla zia..............
L'uccisione di Gaetano Nanni è ricordata anche nel libro DEO GRATIAS! MEZZO SECOLO DELLA NUOVA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO IN BOSCO, uscito in occasione del 50° anniversario della consacrazione della nuova chiesa parrocchiale di San Bartolomeo in Bosco (20 dicembre 1959) contenente testi di Gian Paolo Borghi, Corrado Pocaterra, Lucio Scardino, Giuseppe Stagni, nonchè un estratto dai "Libri Parrocchiali" di Don Lorenzo Paparelli.
Edizioni Liberty House, Ferrara - 2009.
Pagina16:
".... Anche San Bartolomeo paese di tradizioni pacifiche ebbe a subire l'onta dello spargimento di sangue fraterno. In una spedizione così detta punitiva d'ottobre lasciò la vita, ucciso da un colpo di pistola, il giovane Nanni Gaetano mentre fuggiva nell'ombra del cortile della casa posta in Via Masi di proprietà di Roda Ernesto. Ne sentì orrore di questo omicidio, forse avvenuto contro la volontà dell'uccisore, tutto il paese, il quale tributò alla vittima solenni onoranze. Il Parroco ebbe a soffrire assai per la giusta deplorazione da parte sua di simili fatti. "
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A San Bartolomeo è intitolata una via a Nanni Gaetano con queste motivazioni:
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"......... mentre era in casa della fidanzata bussarono alla porta e, preso dalla paura che lo stessero cercando, corse alla finestra che dava sul retro, ma appena cercò di buttarsi nel cortile per fuggire fu colpito a morte....."
Questo è quanto raccontato tante volte dalla zia..............
L'uccisione di Gaetano Nanni è ricordata anche nel libro DEO GRATIAS! MEZZO SECOLO DELLA NUOVA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO IN BOSCO, uscito in occasione del 50° anniversario della consacrazione della nuova chiesa parrocchiale di San Bartolomeo in Bosco (20 dicembre 1959) contenente testi di Gian Paolo Borghi, Corrado Pocaterra, Lucio Scardino, Giuseppe Stagni, nonchè un estratto dai "Libri Parrocchiali" di Don Lorenzo Paparelli.
Edizioni Liberty House, Ferrara - 2009.
Pagina16:
".... Anche San Bartolomeo paese di tradizioni pacifiche ebbe a subire l'onta dello spargimento di sangue fraterno. In una spedizione così detta punitiva d'ottobre lasciò la vita, ucciso da un colpo di pistola, il giovane Nanni Gaetano mentre fuggiva nell'ombra del cortile della casa posta in Via Masi di proprietà di Roda Ernesto. Ne sentì orrore di questo omicidio, forse avvenuto contro la volontà dell'uccisore, tutto il paese, il quale tributò alla vittima solenni onoranze. Il Parroco ebbe a soffrire assai per la giusta deplorazione da parte sua di simili fatti. "
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A San Bartolomeo è intitolata una via a Nanni Gaetano con queste motivazioni:
NANNI GAETANO
1891/1924
SINDACALISTA
SINDACALISTA DI SAN BARTOLOMEO IN BOSCO, SOCIALISTA,
PERSEGUITATO E UCCISO DA AVVERSARI POLITICI NEL 1924.
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Nanni Gaetano: dal data base dell’Amsefc risulta
sepolto nel Cimitero di San Bartolomeo in Bosco; la data del decesso è 22 marzo
1922. (verificare in loco e fotografare)
Nel libro DEO GRATIAS è riportata la notizia dell’uccisione
di Nanni Gaetano senza un preciso riferimento alla data ma è collocata fra una
notizia del 1923 ed una del 1925. Questo può avvalorare la data del 1924.
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![]() |
| Foto e piantina by Google Maps |
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| Foto e dati sui defunti by Amsefc Spa Ferrara |
Qual'è la data di morte esatta?
Sarei grato a chi mi volesse fornire ulteriori informazioni su Nanni Gaetano.
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Posted 19 gennaio 2014
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