sabato 26 luglio 2014

Eccidio di Ponte Albersano - 27 giugno 1901

Albersano è una piccola località in comune di Berra, collocata fra l’argine destro del Po e il Canal Bianco, a pochi chilometri da Serravalle, dove comincia il delta. Dall’alto dell’argine si può ammirare a perdita d’occhio la distesa dei campi coltivati. Questa è terra di bonifica, di quella Grande Bonifica Ferrarese che, iniziata in epoca estense, è stata portata a termine con successo nella seconda metà dell’Ottocento, dopo che la Rivoluzione Industriale aveva portato in dote l’utilizzo delle idrovore a vapore. 
A realizzare quest’opera furono alcune grosse società, come la Banca di Torino, la Lodigiana e la francese Vaudoise, che divennero anche proprietarie dei terreni prosciugati. La sola Lodigiana ne possedeva, nel 1879, quasi tremila ettari.  
Questi imponenti lavori idraulici avevano richiamato nel basso ferrarese molta manodopera, che, una volta terminata la bonifica, andò ad ingrossare l’esercito dei lavoratori stagionali dell’agricoltura. Inoltre, l’applicazione dei criteri capitalistici nella conduzione delle terre da parte delle grandi imprese “forestiere”, aveva spazzato via il vecchio sistema Patriarcale, basato su usi antichi e su una rapporto tra padrone e colono che riproduceva, appunto, quello tra padre e figlio.
Le condizioni di miseria che si vivevano nelle campagne, la mancanza di lavoro o le paghe da fame quando questo c’era, il susseguirsi di una serie di cattive annate, portarono all’esasperazione il proletariato agricolo, che nel frattempo aveva iniziato ad associarsi in Leghe. 
Si trattava, per lo più, di leghe che si ispiravano alle nuove teorie socialiste, di quella particolare corrente rappresentata dal sindacalismo rivoluzionario. La prima prova sul campo di questa nuova forma di lotta si ebbe con lo sciopero del 1897, che mobilitò diverse migliaia di lavoratori stagionali, ma l’episodio di gran lunga più importante fu lo sciopero del 1901, che coinvolse circa trentamila lavoratori delle campagne, quasi la metà dell’intera popolazione contadina ferrarese. 
Lo sciopero era stato proclamato contro la pretesa dei proprietari delle terre (in particolare la Banca di Torino) che non volevano concedere un aumento del salario ai lavoratori nel periodo della mietitura. Per tutta risposta, i dirigenti delle grandi aziende agricole avevano reclutato un gran numero di crumiri, per lo più provenienti dal Piemonte, per portare avanti, comunque, il lavoro e avevano chiesto ed ottenuto dal prefetto di Ferrara la protezione della forza pubblica, nonostante il parere contrario di Giolitti. 
Uno dei fondi assegnati ai crumiri piemontesi fu la tenuta di Albersano. Quando, il 27 giugno, gli scioperanti, che picchettavano le campagne, videro i piemontesi al lavoro, cercarono di attraversare il ponte che dava sulla tenuta, forzando il blocco dell’esercito, per convincere i crumiri ad unirsi a loro. I soldati, comandati dal tenente De Benedetti, una specie di Bava Beccaris ferrarese, spararono sulla folla, uccidendo sul colpo Calisto Desuò di Villanova Marchesana e Cesira Nicchio di Berra. Altri venti lavoratori rimasero feriti. (1)
L’episodio di Albersano ebbe notevole risonanza a livello politico nazionale, in seguito alle proteste dei deputati socialisti, il che indusse gli agrari a concedere gli aumenti retributivi richiesti. Di quegli anni è anche la politica riformatrice giolittiana che va sotto il nome di Legislazione Sociale, la quale, partendo dal riconoscimento delle intollerabili condizioni dei lavoratori, rappresentò il primo, timido tentativo di dare tutela normativa al lavoro.

 (1) un altro bracciante  (Fusetti) morì successivamente per le ferite riportate.












Il testo è tratto da : http://lecodelpo.info/2013/06/12/hello-world/
Le foto dal sito: http://www.serravalleweb.com/storia/eccidioalb.htm




A pensare male


(immagine  da internet)
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca... 

Dall'Huffington post del 18/07/2014 


Era stato il primo magistrato ad accorgersene alla fine del 2012, quando il Parlamento aveva appena recepito la convenzione di Lanzarote sui reati sessuali nei confronti dei minori: tra le pieghe di quella legge era stato infilato un cavillo che potrebbe essere stato fondamentale per l'assoluzione di Silvio Berlusconi dall'accusa di prostituzione minorile con Ruby Rubacuori.

 Il magistrato è Fabio Roia, pubblico ministero presso il Tribunale di Milano, esperto di processi dove le vittime sono donne e bambini. A quell'epoca, intervistato dall'Huffington Post, aveva affermato che inspiegabilmente era stata introdotta una scappatoia per i clienti delle prostitute minorenni, uno strumento giuridico chiamato "ignoranza inevitabile":

"Poiché l'età della vittima è fondamentale per capire se sono stati commessi questi reati, prima del recepimento della convenzione di Lanzarote il giudice doveva semplicemente capire se l'accusato si fosse reso effettivamente conto di quanti anni avesse la persona che aveva davanti". Il cambiamento, ora, è enorme: "Oggi invece la cosiddetta ignoranza inevitabile è stata estesa a tutti i reati che coinvolgono minorenni, e per le vittime è un indebolimento della loro tutela. L'imputato infatti ha maggiori strumenti per dimostrare di avere fatto ogni accertamento possibile per capire che età avesse la persona, normalmente una prostituta, prima di avere un rapporto sessuale".

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 Ho copiato questo post dal blog
 http://sileno45.blogspot.it/
 e per farmi perdonare vi invito a visitarlo.
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mercoledì 23 luglio 2014

Bunga Bunga - Bunga Burla

So it was not a crime, but merely a gigantic figure of shit. Before that, in the wake of the acquittal, the surface of the media hysteria transform was reprobate Silvio into a martyr, let us (he would say) to remember that the bunga bunga may be legal, but it remains politically incompatible with an institutional role which what the holy man was at the time of the facts.
Tap Use usual as cloying, but there is unfortunately no other way to do refer to some merry heads the crux of the matter. If the leader of any Western Government say Obama had telephoned from the White House to a police officer in New York to inform him that the young prostitute he stopped for theft was the granddaughter of Mexican President and was immediately handed over to Paris Hilton instead of social services and it was then discovered that Obama in his Chicago home was in elegant after dinner with the same prostitute and a dense array of «obamine» – perhaps the President would be forced to resign the next day, but more likely the same evening. And then the erotomaniac of John Kennedy that entertained with two women a day? He died before we found out, but mostly acted with discretion, indeed, presidential.
Not moralism. It is the consciousness of representing a country without setting off a wicked conditions worldwide. It is the State's way. Something that Berlusconi and his kind will not ever.

 

martedì 22 luglio 2014

Bungaburla

Dunque non era un reato, ma solo una gigantesca figura di m..
Prima che, sull’onda della sentenza di assoluzione, l’isteria superficiale dei media trasformi il fu reprobo Silvio in un martire, ci si consenta (direbbe lui) di ricordare che il bunga bunga potrà anche essere legale, ma rimane politicamente incompatibile con un ruolo istituzionale quale quello che il sant’uomo rivestiva all’epoca dei fatti.  

Tocca ricorrere al solito esempio stucchevole, ma non c’è purtroppo altro modo per fare intendere a certe crape giulive il nocciolo della questione. 
Se il capo di qualsiasi governo occidentale, poniamo Obama, avesse telefonato dalla Casa Bianca a un funzionario della polizia di New York per informarlo che la giovane prostituta da lui fermata per furto era la nipote del presidente messicano e andava subito consegnata a Paris Hilton invece che ai servizi sociali – e si fosse poi scoperto che Obama medesimo nella sua casa privata di Chicago si intratteneva in dopocena eleganti con la medesima prostituta e una fitta schiera di «obamine» – forse il presidente americano sarebbe stato costretto a dimettersi l’indomani, ma più probabilmente la sera stessa. 
E allora quell’erotomane di John Kennedy che si intratteneva con due donne al giorno? Intanto è morto prima che lo si scoprisse, ma soprattutto agiva con discrezione, appunto, presidenziale. Non è moralismo. E’ la consapevolezza di rappresentare un Paese senza mettersi nelle condizioni di sputtanarlo a livello planetario. E’ senso dello Stato. Qualcosa che Berlusconi e i suoi seguaci non comprenderanno mai. 

Massimo Gramellini, La Stampa 19/7/2014



So it was not a crime, but merely a gigantic figure of shit. Before that, in the wake of the acquittal, the surface of the media hysteria transform was reprobate Silvio into a martyr, let us (he would say) to remember that the bunga bunga may be legal, but it remains politically incompatible with an institutional role which what the holy man was at the time of the facts.
Tap Use usual as cloying, but there is unfortunately no other way to do refer to some merry heads the crux of the matter. If the leader of any Western Government say Obama had telephoned from the White House to a police officer in New York to inform him that the young prostitute he stopped for theft was the granddaughter of Mexican President and was immediately handed over to Paris Hilton instead of social services and it was then discovered that Obama in his Chicago home was in elegant after dinner with the same prostitute and a dense array of «obamine» – perhaps the President would be forced to resign the next day, but more likely the same evening. And then the erotomaniac of John Kennedy that entertained with two women a day? He died before we found out, but mostly acted with discretion, indeed, presidential.
Not moralism. It is the consciousness of representing a country without setting off a wicked conditions worldwide. It is the State's way. Something that Berlusconi and his kind will not ever.

giovedì 17 luglio 2014

Lido di Spina (Comacchio, Ferrara, Italy) - pineta







































La banalità della vendetta


16/07/2014
 
Un giovanotto è stato accoltellato vicino alla stazione di Napoli da un gruppo di ragazzi del luogo perché aveva l’accento romano. Nel vibrare il colpo gli hanno gridato: «Questo è per Ciro», con ciò attribuendosi una patente di vendicatori che nei loro codici deve risuonare particolarmente nobile. Ciro è il tifoso napoletano ucciso per strada a Roma da un ultrà.  

La morte di quel povero ragazzo ha messo in moto il meccanismo tribale che ci portiamo dentro come una maledizione: l’elegia della vendetta. Ce la iniettano a piccole dosi fin dall’infanzia: nei proverbi, nei film e nei telegiornali, che da decenni dedicano uno spazio inesorabile alla faida israelo-palestinese, dove a ogni brutalità segue una brutalità di segno opposto e tutti si sentono giustizieri, mentre sono anche carnefici.  

Un po’ ovunque nel mondo, la vendetta viene non solo giustificata, ma considerata necessaria per ristabilire l’equilibrio violato. Chissà cosa succederebbe se una delle due fazioni, in Palestina come più modestamente sulla tratta Roma-Napoli, reagisse all’ennesimo agguato dicendo: «Vi perdoniamo». Non potremo saperlo mai, probabilmente. Solo immaginarlo. Immaginare la sorpresa della controparte, lo scompaginamento di ogni schema prefissato, la vita che smette di essere un susseguirsi di azioni e reazioni per diventare un gioco diverso, dove l’uomo resiste all’impulso negativo e lo trasforma di segno. Non sarebbe una scelta molto più risolutiva di una banale vendetta, che offre soltanto un pretesto al prossimo oltraggio da vendicare? 

Massimo Gramellini, La Stampa 16/7/2014

Non ne Pos più

01/07/2014
 
Nei Paesi meno intelligenti, il Pos (acronimo di Point of sale, punto di vendita) è un banale sistema che consente ai clienti di pagare ovunque con bancomat e carta di credito senza estrarre banconote unte, stropicciate e facilmente nascondibili all’occhio indagatore del fisco. 
Invece in un Paese intelligentissimo di cui tacerò per omertà il nome, il Pos (acronimo di Pagare onestamente stanca) è un astuto sistema studiato dal dottor Azzeccagarbugli in persona, con l’assistenza del Gatto & la Volpe e la supervisione del Gattopardo. Consiste nell’obbligare commercianti e artigiani a munirsi della macchinetta che legge le carte di credito, ma senza prevedere (qui sta la genialità) alcuna sanzione per chi si rivela allergico all’idea di dotarsene.  

Esempio: arriva a casa vostra un idraulico, aggiusta il rubinetto e in un afflato di bontà vi chiede solo 120 euro. Voi estraete la carta, immaginando che lui farà lo stesso col Pos. Ma l’idraulico è un Braveheart della contabilità e rivendica fieramente la libertà di non possederlo. Allora voi, immaginando di avere la legge dalla vostra, rifiutate di scucire i contanti. L’idraulico andrà a denunciarvi per non averlo pagato, mentre voi non potrete fargli nulla, perché chi è senza Pos non è sanzionabile. Come mai? Per non irritare artigiani e commercianti, prima di imporre una multa il governo ha deciso di aspettare che le banche abbassino il costo delle commissioni. Aspetta e spera, anzi dispera. E intanto col vostro idraulico come la mettete? All’italiana, ovviamente, ricorrendo al classico Psin (Pagamento scontato in nero). 


Massimo Gramellini, La Stampa 1/7/2014

mercoledì 18 giugno 2014

Andy Lee - fotografie


           Ho ricevuto il LINK http://www.andylee.co/

           Posted By marco to ECOLOGIC 
         
          (blog inserito fra i miei "preferiti".)

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