giovedì 21 aprile 2016

Immagini storiche di Ferrara di Paolo Monti

Ho rubato il link relativo alle foto di Ferrara fatte da Paolo Monti
dal sito
ECOLOGIC

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https://commons.m.wikimedia.org/wiki/Category:Historical_images_of_Ferrara_by_Paolo_Monti#


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lunedì 18 aprile 2016

Sfalcio erba ecologico con..... le pecore


Pecore al lavoro per lo sfalcio dell'erba 
nei prati adiacenti alle Mura Estensi a Ferrara
 











Dimora dei pastori





Non solo erba, le pecore sono attratte anche dalla calce fra i mattoni delle mura


mercoledì 13 aprile 2016

[ECOLOGIC] Scheda / La nuova Costituzione e il nuovo Senato (versione solo testo) - Repubblica.it


Scheda / La nuova Costituzione e il nuovo Senato (versione solo testo) - Repubblica.it

Scheda / La nuova Costituzione e il nuovo Senato


Il ddl Boschi approvato oggi alla Camera in quarta lettura conforme riforma la seconda parte della Costituzione. Prima di entrare in vigore dovrà superare il referendum confermativo.

TORNA ALLA SCHEDA INTERATTIVA

Ma se dovesse diventare legge così com'è, come cambierebbe l'Italia dopo quasi 70 anni di Carta repubblicana? Ecco le novità.

ADDIO AL BICAMERALISMO PERFETTO
La fine della parità tra le due Camere, che accompagna l'Italia repubblicana fin dalla sua nascita, è sancita dal nuovo articolo 55 della Costituzione.

Solo la Camera dei deputati voterà la fiducia al governo

Inoltre solo "la Camera dei deputati (...) esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo".

Di regola, le leggi saranno approvate dalla sola Camera dei deputati.

Più complesso invece il profilo del nuovo Senato

Per prima cosa "il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali" e sarà composto da 100 membri, 95 scelti dalle Regioni (21 devono essere sindaci) e 5 dal Presidente della Repubblica.

Mantiene poteri sulle nomine di competenza del Governo, nei casi previsti dalla Carta.

Mantiene la funzione legislativa (insieme alla Camera) sui rapporti tra Stato, Unione Europea e enti territoriali.

Inoltre il Senato mantiene la funzione legislativa anche:
  • per le leggi di revisione della Costituzione, le altre leggi costituzionali
  • per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche
  • per le leggi sui referendum popolari
  • e per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni.
Il Senato può decidere - su richiesta di un terzo dei Senatori - di proporre modifiche su una legge approvata dalla Camera.

Solo nel caso di leggi che riguardano le competenze regionali, il voto del Senato è obbligatorio.

In tutti gli altri casi, se il Senato non agisce entro il termine di 10 o 15 giorni (a seconda delle materie), le leggi entrano in vigore.

La Camera potrà ignorare le modifiche approvate dal Senato, riapprovando la legge così com'è, o accettare le modifiche.

Ma con un'eccezione: se si tratta di leggi che riguardano le competenze legislative esclusive delle Regioni o leggi di bilancio, la Camera può 'superare' le modifiche volute del Senato solo a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Il nuovo Senato non avrà più competenze sullo stato di guerra, che dovrà essere deliberato dalla sola Camera dei deputati "a maggioranza assoluta".

Inoltre solo la Camera approverà le leggi di amnistia e indulto, e le leggi che recepiscono i trattati internazionali (a meno che non riguardino l'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea, e in quel caso anche il Senato deve approvarle).

Sulle leggi elettorali di Camera e Senato, è previsto che una minoranza di parlamentari possa chiedere un giudizio preventivo di Costituzionalità

LE 'ELEZIONI' DEL NUOVO SENATO

E' stato uno dei punti più dibattuti della riforma. Per il governo l'eleggibilità diretta andava esclusa. Per la minoranza Pd, i cittadini dovevano avere voce in capitolo.

Il compromesso è stato raggiunto usando queste parole: i consiglieri sono eletti dai Consigli regionali "in conformità alle scelte espresse dagli elettori".

Come nello specifico saranno eletti i senatori è quindi rinviato a una legge elettorale che Camera e Senato dovranno approvare in un secondo momento.

LE ALTRE NOVITÀ NEL NUOVO SENATO
Scompare la limitazione dell'età nell'elezione del Senato.

E da Palazzo Madama scompariranno anche i senatori eletti nella circoscrizione Estero.

Indennità solo per i deputati. Scompare dalla Costituzione la possibilità per i senatori di ottenere un'indennità per il ruolo.

Insomma i consiglieri regionali che sono anche senatori non saranno pagati in più.

Il disegno di legge però tace su eventuali rimborsi-spese, che saranno regolati da fonti interne di ciascuna Camera.

SENATORI A VITA
Saranno senatori a vita solo gli ex presidenti della Repubblica.

I senatori a vita nominati sono sostituiti dai SENATORI DI NOMINA PRESIDENZIALE: il presidente può nominare senatori che durano in carica 7 anni e non possono essere nuovamente nominati.

Non possono esserci più di 5 senatori di nomina presidenziale contemporaneamente.

I senatori a vita nominati prima della riforma Boschi (Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia) manterranno il loro posto.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Cambia l'elezione del Presidente della Repubblica. Rispetto ad oggi:
  • partecipano al voto solo deputati e senatori (scompaiono quindi i 59 delegati regionali)
  • rimane uguale il quorum delle prime tre votazioni: maggioranza qualificata dei due terzi (ovvero il 66%)
  • sale il quorum dal quarto scrutinio al sesto scrutinio: servirà la maggioranza di tre quinti (60%) contro l'attuale maggioranza assoluta (50%).
  • cambia il quorum dal sesto scrutinio in poi: servirà la maggioranza di tre quinti dei votanti invece della maggioranza degli aventi diritto.
Il presidente della Repubblica potrà sciogliere solo la Camera dei Deputati, e non più anche il Senato.

Il presidente della Camera diventa la seconda carica dello Stato. E in quanto tale sarà il Presidente della Camera a fare le veci del Presidente della Repubblica se quest'ultimo non può.

IL VOTO A DATA CERTA
La nuova Costituzione (all'articolo 72) prevede che il governo possa richiedere una via preferenziale per l'approvazione di un disegno di legge "essenziale per l'attuazione del programma di governo".

La Camera vota sulla richiesta del governo entro 5 giorni, e se accoglie la richiesta poi dovrà concludere discussione e votazione entro 70 giorni (rinviabili al massimo di 15 giorni).

Il 'voto a data certa' è escluso per le leggi di competenza del Senato, le leggi in materia elettorale, la ratifica dei trattati internazionali e le leggi di amnistia, indulto e le leggi di bilancio

ABOLITE LE PROVINCE E IL CNEL
La riforma Boschi abolisce definitivamente le Province. La Repubblica sarà quindi costituita solo "dai Comuni, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato".

L'articolo 99 della Costituzione viene abolito, e quindi scompare il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro.

LE LEGGI DELLO STATO E LE LEGGI DELLE REGIONI
Il ddl di riforma costituzionale riscrive sostanzialmente l'articolo 117, quello che divide le competenze legislative tra Stato e Regioni.

La riforma abolisce la definizione di legislazione concorrente e trasferisce allo Stato alcune competenze finora divise con le Regioni. Ad esempio mercati assicurativi, promozione della concorrenza, previdenza complementare e integrativa, tutela e sicurezza del lavoro, protezione civile, beni culturali e turismo.

Ma rimane il principio che lo Stato si occupi della legislazione di principio, lasciando alle Regioni quella specifica, su alcune materie, tra cui: tutela della salute, politiche sociali e sicurezza alimentare, istruzione, ordinamento scolastico

LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE
Cambia anche l'articolo 71 della Costituzione: sale a 150.000 il numero di firme necessarie per le leggi di iniziativa popolare. E nella Carta fa la sua comparsa la garanzia che queste proposte saranno discusse e votate.

REFERENDUM
Cambia in parte il quorum dei referendum abrogativi: il voto è valido se partecipa il 50% degli aventi diritto (come oggi) ma se il referendum era stato richiesto da almeno 800mila elettori, il quorum scende al 50% dei votanti delle ultime elezioni.

Nascono due nuovi tipi di referendum: quello propositivo e quello di indirizzo. Per decidere modalità ed effetti di queste consultazioni, serviranno prima una legge costituzionale e poi una legge ordinaria.

QUOTE ROSA
Nell'articolo 55 entra un nuovo comma: "Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza". Simili norme sono previste anche per le leggi elettorali dei Consigli Regionali.

LA CONSULTA
I 5 giudici della Corte Costituzionale che oggi sono eletti dalle Camere in seduta comune saranno eletti separatamente: 3 dalla Camera e 2 dal Senato.


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Posted By marco to ECOLOGIC at 4/12/2016 10:33:00 AM

sabato 9 aprile 2016

I martiri del Senio - 20 0ttobre 1944 - frammenti di storia

Il 20 ottobre 1944, nella zona tra Lugo e Cotignola, Brigatisti Neri e Nazisti organizzano un rastrellamento per colpire, senza che azioni recenti contro di loro diano il pretesto della rappresaglia, un gruppo di giovani partigiani delle frazioni di Barbiano, Zagonara e del sud del Lughese.

Nel corso dell’operazione vengono catturati:

Luigi Ballardini (Gigetto), 18 anni, di Barbiano, che lavora a Lugo come apprendista meccanico ed e’ responsabile del Fronte della Gioventù comunista del suo paese;

Renzo Berdondini, di 17 anni, contadino, che risiede nella periferia di Lugo, in via Madonna di Genova, ed e’ stato uno dei primi ad entrare nella Resistenza, subito dopo l’8 settembre ’43. Organizza distribuzione di propaganda, azioni di sabotaggio e recupero di armi disarmando nemici, dimostrando notevoli capacità organizzative e politiche, fino a diventare Comandante della 3° sottozona GAP, SAP e del Fronte della Gioventù di Cotignola, Budrio, Barbiano, Zagonara e del Lughese del sud. Crede nel valore della cultura, “Impossessiamoci di una preparazione culturale e politica che ci permetta di essere maggiormente utili”, diceva, e cerca di abituare i suoi compagni allo studio, oltre che all’azione. Ammalato, viene prelevato dal letto di casa.;

Giovanni Dalmonte, 18 anni, di Lugo, meccanico, Caposquadra partigiano. E’ attivo nelle azioni di propaganda e sabotaggio, delle quali va fiero, quando s’accorge del pericolo incombente cerca di dare l’allarme e di distruggere carte compromettenti per altri compagni;

Domenico Facciani (Minghì), 20 anni, di Lugo, contadino. Semplice e taciturno, resiste con coraggio alle torture inflitte;

Giorgio Folicaldi, 15 anni, di Lugo, apprendista. Orfano dei genitori, viene strappato dalla casa degli zii, e, nonostante la giovanissima età, sa sopportare con forza d’animo le sevizie nazifasciste;

Carlo Landi (Matto), 20 anni, di Lugo, segantino. Esuberante e ardito, sempre pronto a partecipare alle azioni individuali e collettive, su di lui i repubblichini lughesi sfogano la loro ferocia, torturandolo orribilmente.Quindi lo uccidono, il 25 ottobre, ai piedi della Rocca, lasciandolo esposto come ammonimento del loro lugubre sadismo;

Floriano Montanari (Sestri), 23 anni, di Lugo, meccanico, Caposquadra partigiano;

Gianni Montanari, 17 anni, fratello di Floriano, studente e partigiano.

Trascinati al Comando della Brigata Nera nella Rocca di Lugo, vengono interrogati e torturati selvaggiamente fino al giorno 26, poi, i 7 superstiti, in condizioni pietose, sono consegnati ai Nazisti, che, in una mattinata plumbea, li trascinano nella golena del Senio in piena. Lì, fatti scendere verso la fiumana, vengono fucilati uno alla volta e i loro corpi fatti rotolare in acqua.

Il cadavere martoriato di Giorgio Folicaldi riaffiorò dalla melma il 2 dicembre 1944, quelli di Renzo Berdondini, Giovanni Dalmonte e Gianni Montanari vennero ritrovati il 30 maggio 1945 da parenti e amici volontari, che scandagliarono l’alveo del Senio fino ad Alfonsine, rischiando di incappare nelle mine lasciate dal fronte.
Di Domenico Facciani, Luigi Ballardini e Floriano Montanari non si è trovata più traccia.

A cura di Gian Luigi Melandri (Ist Storico della Resistenza)
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PERCHÈ IL NOSTRO SACRIFICIO
RESTI L'ULTIMO DELITTO
DEL CIECO ODIO DI PARTE
ITALIANI - RICORDATE
CHE L'UNIONE GENERA LA FORZA
LA LIBERTÁ É ARMA DI GIUSTIZIA
AMORE É GERME DI VITA

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Per non dimenticare.


Canone di abbonamento alla televisione per uso privato.

Prima di pagare il canone accertati di possedere un apparecchio televisivo.

Dal sito dell'Agenzia delle Entrate:

" Si ricorda che per apparecchio TV si intende un apparecchio atto o adattabile alla ricezione
delle radioaudizioni (articolo 1 del R.D.L. n. 246 del 1938).

Secondo le definizioni contenute nella nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 febbraio
2012:


– un apparecchio si intende "atto" a ricevere le radioaudizioni se e solo se include nativamente
gli stadi di un radioricevitore completo: sintonizzatore radio (che operi nelle bande destinate
al servizio di Radiodiffusione), decodificatore e trasduttori audio/video per i servizi radiotelevisivi,
solo audio per i servizi radiofonici;

– un apparecchio si intende "adattabile" a ricevere le radioaudizioni se e solo se include almeno
uno stadio sintonizzatore radio (che operi nelle bande destinate al servizio di Radiodiffusione),
ma è privo del decodificatore o dei trasduttori audio/video, o di entrambi i dispositivi,
che collegati esternamente al detto apparecchio realizzerebbero assieme ad esso un radioricevitore
completo."








lunedì 1 febbraio 2016

Ferrara......vista da un drone

Il drone ci permette di vedere le cose che ci circondano da prospettive diverse da quelle usuali.......

Clicca per vedere i filmati:

Ferrara - drone view - You Tube

giovedì 7 gennaio 2016

Trilussa - L'uccelletto

L'uccelletto

Era d'Agosto e il povero uccelletto
Ferito dallo sparo di un moschetto
Andò per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.

Dalla tendina del confessionale
Il parroco intravvide l'animale
Mentre i fedeli stavano a sedere
Recitando sommessi le preghiere.

Una donna che vide l'uccelletto
Lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio
Pio pio, pio pio, pio pio.

Qualcuno rise a sto cantar d'uccelli
E il parroco, seccato urlò: "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
Di lasciare la casa del Signore!"

I maschi un po' sorpresi a tal parole
Lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
e: "Fermi - disse - mi sono espresso male!

Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!"
a testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.

Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"

Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.

"Per tutti i santi - gridò il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano
da stare in chiesa con l'uccello in mano.

Ben celata in un angolo appartato
Una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male

e con il volto di un pallore smorto
disse: "Che ti dicevo? Se n'è accorto!"

martedì 5 gennaio 2016

Ombra

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La vita è come un ombra...........................

(la frase può essere conclusa da ognuno di noi a secondo dello stato d'animo)


ma

come diceva il Conte Oss.

se

 LA VITA E' UN OMBRA

 LA VITELLA E' UN OMBRELLA



venerdì 1 gennaio 2016

Pranzo 1° gennaio 2016

Nonnokucco con Sil. e Flo sono andati a pranzo dagli amici Giu e Gio:

Al lavoro





Tortellini in brodo




Spinaci al forno




Lenticchie




Melanzane grigliate




Zucchine grigliate




Bollito misto




Salamina da sugo




Salamina da sugo : dettaglio




Torta




Zuppa inglese

COMACCHIO, ANGUILLE E PRESEPI.......................

Domenica 27 dicembre 2015 siamo stati ospiti, con Cesco e Mal, del nostro carissimo amico Pier a Comacchio.
Abbiamo ammirato una bellissima collezione di Presepi, oltre alle tante opere d'arte che arredano la sua casa, e gustato un pranzo a base di anguilla (antipasto di canocchie, anguilla ai ferri, brodetto d'anguilla con verza, sbrisulona con e senza ciliegino e vino). Il pranzo è stato allietato dalle letture natalizie di Cesco intervallate dalle poesie di Ungaretti in ricordo del centenario della inutile strage della Grande Guerra.
Le foto che seguono rappresentano una piccola parte dei tanti presepi che abbiamo potuto ammirare:





























































Particolare del presepe precedente






































La struttura è in attesa di restauro


A Comacchio ogni ponte ha il suo presepio:




Per chiudere la bella giornata abbiamo visitato i tre presepi allestiti nel Duomo. Interessante il Presepe delle Valli con sottofondo i rumori registrati appunto nelle valli comacchiesi. Nella foto che segue si può notare la Madonna in una posizione non usuale: è coricata con a fianco il Bambino.












E per finire:

La leggenda del vischio
Leggende di Natale: Leggenda del vischio



C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu' nessun amico.
Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:
- Fratello, - gli gridarono - non vieni?
Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero.
Ma dove andavano?
Si mosse un po' curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme.
Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri. - Signore, - esclamò - ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E cominciò a piangere.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
 C'E' POCA ARIA DI STELLE
di DINO BUZZATI
Nel paradiso degli animali l'anima del somarello chiese all'anima del bue:
- Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e là, nella mangiatoia...?
- Lasciami pensare... Ma sì - rispose il bue. - Nella mangiatoia, se ben ricordo, c'era un bambino appena nato.
- Bravo. E da allora sapresti immaginare quanti anni sono passati?
- Eh no, figurati. Con la memoria da bue che mi ritrovo.
- Duemilaquindici, esattamente.
- Accidenti!
- E a proposito, lo sai chi era quel bambino?
- Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio, se non sbaglio. Certo, era un bellissimo bambino.
L'asinello sussurrò qualche cosa in un orecchio al bue.
- Ma no! - fece costui - Sul serio? Vorrai scherzare spero.
- La verità. Lo giuro. Del resto io l'avevo capito subito...
- Io no - confessò il bue - Si vede che tu sei più intelligente. A me non aveva neppure sfiorato il sospetto. Benché, certo, a vedersi, era un fantolino straordinario.
- Bene, da allora gli uomini ogni anno fanno grande festa per l'anniversario della nascita. Per loro è la giornata più bella. Tu li vedessi. È il tempo della serenità, della dolcezza, del riposo dell'animo, della pace, delle gioie familiari, del volersi bene. Perfino i manigoldi diventano buoni come agnelli. Lo chiamano Natale. Anzi, mi viene un'idea. Già che siamo in argomento, perché non andiamo a dare un'occhiata?
- Dove?
- Giù sulla terra!
- Ci sei già stato?
- Ogni anno, o quasi, faccio una scappata. Ho un lasciapassare speciale. Te lo puoi far dare anche tu. Dopotutto, qualche piccola benemerenza possiamo vantarla, noi due.
- Per via di aver scaldato il bimbo col fiato?
- Su, vieni, se non vuoi perdere il meglio. Oggi è la Vigilia.
- E il lasciapassare per me?
- Ho un cugino all'ufficio passaporti.
Il lasciapassare fu concesso. Partirono. Lievi lievi, come mammiferi disincarnati. Planarono sulla terra, adocchiarono un lume; vi puntarono sopra. Il lume era una grandissima città.
Ed ecco il somarello e il bue aggirarsi per le vie del centro. Trattandosi di spiriti, automobili e tram gli passavano attraverso senza danno, e a loro volta le due bestie passavano attraverso i muri come se fossero fatti d'aria.
Così potevano vedere bene tutto quanto.
Era uno spettacolo davvero impressionante, mille lumi, le vetrine, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili, e il vertiginoso formicolio della gente che andava e veniva, entrava e usciva, tutti carichi di pacchi e pacchetti, con un'espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti. Il somarello sembrava divertito. Il bue si guardava intorno con spavento.
- Senti, amico: mi avevi detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esserti sbagliato. Qui stanno facendo la guerra.
- Ma non vedi come sono tutti contenti?
- Contenti? A me sembrano dei pazzi.
- Perché tu sei un provinciale, caro il mio bue. Tu non sei pratico degli uomini moderni, tutto qui. Per sentirsi felici, hanno bisogno di rovinarsi i nervi.
Per togliersi da quella confusione, il bue, valendosi della sua natura di spirito, fece una svolazzatina e si fermò a curiosare a una finestra del decimo piano. E l'asinello, gentilmente, dietro.
Videro una stanza riccamente ammobiliata e nella stanza, seduta a un tavolo, una signora molto preoccupata.
Alla sua sinistra, sul tavolo, un cumulo alto mezzo metro di carte e cartoncini colorati, alla sua destra una pila di cartoncini bianchi.
Con l'evidente assillo di non perdere un minuto, la signora, sveltissima, prendeva uno dei cartoncini colorati, lo esaminava un istante poi consultava grossi volumi, subito scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta, scriveva qualcosa sulla busta, chiudeva la busta quindi prendeva dal mucchio di destra un altro cartoncino e ricominciava la manovra.
Quanto tempo ci sarebbe voluto per smaltirlo? La sciagurata ansimava.
- La pagheranno, bene, immagino - fece il bue - per un lavoro simile.
- Sei ingenuo, amico mio. Questa è una signora ricchissima e della migliore società.
- E allora perché si sta massacrando così?
- Non si massacra. Sta rispondendo ai biglietti di auguri.
- Auguri? E a che cosa servono?
- Niente. Zero. Ma chissà come, gli uomini ne hanno una mania...
Si affacciarono, più in là, a un'altra finestra.
Anche qui, gente che, trafelata, scriveva biglietti su biglietti, la fronte imperlata di sudore.
Dovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all'altra portando spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi, altre scatole, altri fiori, altri mucchi di auguri.
E tutto era precipitazione ansia fastidio confusione e una terribile fatica. Dappertutto lo stesso spettacolo. Andare e venire, comprare e impaccare spedire e ricevere imballare e sballare chiamare e rispondere e tutti correvano tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando.
- Mi avevi detto - osservò il bue - che era la festa della serenità, della pace.
- Già - rispose l'asinello. - Una volta infatti era così. Ma, cosa vuoi, da qualche anno - sarà questione della società dei consumi - li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali.
Il bue tese le orecchie.
Per le strade nei negozi negli uffici nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule buon Natale auguri auguri a lei grazie altrettanto auguri buon Natale. Un brusio che riempiva la città.
- Ma ci credono? - chiese il bue - Lo dicono sul serio? Vogliono davvero tanto bene al prossimo?
L'asinello tacque.
- E se ci ritirassimo un poco in disparte? - suggerì il bovino. - Ho ormai la testa che è un pallone... Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti?
- No, no. È semplicemente Natale.
- Ce n'è troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche lì, eppure c'era una pace, una soddisfazione... Come era diverso...
- E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena.
- E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chissà che uccelli erano...
- Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano.
- E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora. Le stelle hanno una vita lunga.
- Ho idea di no - disse l'asino - c'è poca aria di stelle, qui.
Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla città c'era un soffitto di caligine e di smog.

 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


NATALE

di Giuseppe Ungaretti 1916



Non ho voglia

di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

 ******************************
Giuseppe Ungaretti: San Martino del Carso
                                       Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916
 

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro

Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto

Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato







****************

Se vuoi vivere felice

Se vuoi vivere felice

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finchè è possibile senza doverti mai abbassare sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e chiarezza; ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgolgio e acredine, perchè sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari perchè il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico a riguardo dell'amore; poichè a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna.
Ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto di essere qua. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.

TROVATA NELL'ANTICA CHIESA DI SAN PAOLO, BALTIMORA. DATATA 1692.
 


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Un abbraccio, un caro saluto e ancora tanti auguri per un sereno 2016.
Un grazie di cuore all'amico comacchiese ed  agli amici ravennati da parte
di Flo' e del Nonnokucco.