domenica 14 dicembre 2014

giovedì 11 dicembre 2014

Parigi - 2a parte - 26 aprile 2000



Biglietti d'ingresso al castello di Versailles e alla toilette

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Esterno e giardini

Letto reale

A destra ala del palazzo antica: muri di mattoni e tetto ricoperto di ardesia; a sinistra costruzione più recente.

Piazza d'armi e statua di Luigi XIV.
Biglietti d'ingresso al Louvre

Afrodite, detta Venere di Milo, II sec. a.C.

Vittoria di Samotracia, III/II sec. a.C.

Amore e Psiche, Antonio Canova, 1793

La piramide

La torre Eiffel dal Bateaux Mouches


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domenica 7 dicembre 2014

Questione di censis

L’Italia è un Paese che umilia i giovani, denuncia l’ultimo rapporto Censis del diversamente giovane Giuseppe De Rita. Solo una sparuta minoranza immagina che l’intelligenza serva a farsi strada nella vita. Anche la cultura e l’istruzione godono di scarsa considerazione. I ragazzi italiani credono che per fare carriera servano le conoscenze giuste e i legami familiari, registra il presidente del Censis con sorpresa e, gli va riconosciuto, un certo dispiacere. Dopo di che procede alla nomina del nuovo direttore generale del Censis, l’ingegner Giorgio De Rita. Sulle prime molti pensano a un caso di omonimia. 

Invece no, Giorgio è proprio figlio di Giuseppe. Fortunatamente non si tratta di raccomandazione, familismo o conflitto di interesse, fenomeni già catechizzati da De Rita (Giuseppe) in una dozzina di rapporti Censis. De Rita (Giuseppe) ha scelto De Rita (Giorgio) in quanto è il più bravo di tutti. E se tuo figlio è il migliore, non dargli il posto solo perché la nomina dipende da te sarebbe una discriminazione all’incontrario. Qualsiasi interpretazione diversa, sostiene De Rita (Giuseppe, ma probabilmente anche Giorgio), significa «cercare a oltranza il capello».  

Il ragionamento ha una sua audacia, ma forse sottovaluta il fatto che qualsiasi altro padre interpellato dal Censis affermerebbe che suo figlio è il più bravo di tutti. Per questo nelle nazioni diverse dalla Corea del Nord vige l’usanza di impedire a un padre di assegnare incarichi di rilevanza pubblica a un figlio, sia pur bravissimo. Si tratta di clausole curiose dal nome a noi ignoto di regole. Ne scoprirà l’esistenza il prossimo rapporto del Censis. 

Massimo Gramellini, La Stampa 6.12.2014

Grazie di cuore

Ieri i lettori dell’edizione torinese de La Stampa hanno trovato una pagina di pubblicità firmata da due bambine, Sara e Irene, ritratte a carboncino. Erano lì per raccontare una storia di buona sanità. Quella di Stefania, la loro madre, colta da arresto cardiaco nella sala d’attesa del pronto soccorso delle Molinette e sottratta a morte certa dall’intervento immediato del personale di turno e da un’operazione d’urgenza, condotta dall’équipe di Cardiochirurgia «contro ogni logica e con una tenacia fuori dal comune». Il testo rivela la presenza di un adulto dietro le bambine. E la scelta della comunicazione pubblicitaria? Che per leggere una buona notizia bisogna pagarla. Sui media soltanto il male ha diritto a continue citazioni gratuite.  

Però è intorno a un altro sentimento che vorrei concentrare la vostra attenzione. La gratitudine. L’adulto senza nome che parla attraverso le bambine (immagino sia il padre) ha speso tempo e denaro per ringraziare. Una sorta di ex voto postmoderno. Una candela di carta che brucia i cinismi, gli imbarazzi, le autodifese, riportando in auge una pulsione dimenticata. Rendere grazie. Invece di dare tutto per scontato, o per dovuto. «Ringrazia, Massimo» è una voce che mi insegue dall’infanzia, la voce di mia madre. Troppe poche volte le ho prestato ascolto. Ringraziare sempre, chiunque e comunque è impresa da illuminati. Eppure anche noi che ci illuminiamo di rado, e solo a intermittenza, potremmo riscoprire che esprimere gratitudine almeno verso chi ci fa del bene non è solo un sintomo di educazione, ma un balsamo esistenziale, forse addirittura un moltiplicatore di fortuna.

Massimo Gramellini, La Stampa 4.12.2014



sabato 6 dicembre 2014

Parigi -1a parte - 24/25 aprile 2000






Le Sacre-Coeur

Le Sacre-Coeur

     Le Sacre-Coeur. A sinistra statua di S. Luigi, re di Francia, a destra statua di Giovanna d'Arco

La torre Eiffel dal giardino davanti al Sacro Cuore




Vecchi mulini di Montmarte

Una delle tante pale con notizie sulla storia di Parigi
Piantina del cmitero di Montmarte

Elenco personaggi famosi
Hotel des Invalides

Hotel des Invalides


Dome des Invalides


Tomba di Napoleone


Cupola ed interno del Dome des Invalides


Sullo sfondo l'Ecole Militaire



La torre Eiffel

La Senna dal ponte d'Iéna


Stazione della metropolitana

Hotel Alexandra
Acqua dai tombini per pulizia strade

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giovedì 30 ottobre 2014

IL LIBRO - Villa Wolkonsky

Ho ricevuto questo post dal blog ECOLOGIC
e, ritenendolo molto interessante, ho pensato di pubblicarlo.
IL LIBRO - Villa Wolkonsky

IL LIBRO - Villa Wolkonsky

Il libro


Villa Wolkonsky
LIBRO Villa Wolkonsky
Introduzione
Villa Wolkonsky non è un semplice testimonianza, ma una verità sconcertante corredata da una ricca documentazione e da numerose fotografie. È confermata inoltre da molti testimoni, ben 460 nomi che provano la verità delle tragedie subite dal Popolo Italiano. Eppure, imbroglioni dalla penna facile hanno fatto della verità una bigiotteria di mercato, occultando il vero ed esaltando il falso in base alle proprie ideologie di partito, perché temevano che venisse a galla la verità degli eccidi di Villa Wolkonsky e di altre zone vicine, ove i nazisti trucidarono circa 45.000 esseri umani, primi fra tutti soldati, carabinieri, e molti fascisti della milizia, colpevoli di essere dissidenti nei confronti dei tedeschi. Si può ipotizzare che nella Capitale del Cristianesimo esistesse già il peggiore Lager europeo. Tali delitti dovevano rimanere però assolutamente occultati. Motivo per il quale i nazisti cedettero il Lager di Villa Wolkonsky agli Inglesi, mentre ancora si combatteva la guerra nel sud d'Italia. Motivo per il quale i nazisti s'impossessarono delle riserve d'oro della Banca d'Italia. Motivo per il quale lasciarono fuggire l'ergastolano e capo della Gestapo, Herbert Kappler. Motivo per il quale criminali nazisti, responsabili di gravi delitti, non furono processati ma, paradossalmente, li troviamo più avanti ricchi cittadini italiani. Soprattutto questo è il vero motivo per il quale, durante il primo processo ad Erich Priebke, si è cercato con ogni mezzo fraudolento di non far testimoniare l'autore del libro Villa Wolkonsky.Chi ha scritto Villa Wolkonsky ha avuto molto coraggio. Si tratta, infatti, di un libro che, nonostante il gran successo, non vedrà mai recensione in televisione o sui più importanti giornali, perché fortemente osteggiato dal potere informativo. Ora ci vuole anche il vostro coraggio, in particolare quello dei giovani desiderosi di far emergere la verità per conoscere e far conoscere i terribili segreti di Villa Wolkonsky.Ecco perché ci siamo rivolti al pubblico di Internet, affinché emerga questa verità occultata, che potrete conoscere anche guardando la trasmissione della televisione svizzera "Vera Tv", in data 5 ottobre alle ore 20,40.

NOTA :
L'autore del libro intitolato Villa Wolkonsky, precisa che le memorie in esso contenute furono scritte dal 1946 in poi, che il testo venne registrato nel 1988 alla Cancelleria dello Stato svizzero, e depositato alla S.I.A.E. di Roma nel 1994 (documento 1). Pertanto qualche episodio storico venne scoperto successivamente, ma messo in evidenza anche in questa sintesi perché fortemente collegato con gli avvenimenti già presentati in Villa Wolkonsky.
Un capitolo di storia mai chiuso

Nel lager nazista di Roma, ancora nel 1988 venivano dissepolte le salme
Siamo già nel 2001 e si continua a mentire e occultare la verità storica della nostra Italia.
INDICE DELLA PRESENTAZIONE

1.
I terribili misteri di Villa Wolkonsky, ex consolato nazista e Lager di morte nella capitale del cattolicesimo;

2. 1938: incontro tra Hitler e Mussolini ed emanazione delle leggi razziali;

3. La misteriosa morte di papa Ratti;

4. Criminali di guerra arrivati dalla Francia per reprimere ed uccidere nell'interesse del III Reich (agosto 1943);
5. La falsa fuga dei reali di Casa Savoia che barattarono la loro dinastia con le riserve d'oro della Banca d'Italia;
6. Gli assassini arrivati dalla Francia iniziano ad attuare una strage di innocenti: a fine guerra risultarono oltre 43.700 esseri umani trucidati, compresi miliziani dissidenti nei confronti dei nazisti;
7. 10 ottobre 1943: il Lager nazista di Villa Wolkonsky viene misteriosamente ceduto agli inglesi, mentre ancora si combatteva, ed incorporato all'ambasciata britannica;
8. 20 luglio 1944: attentato contro Hitler;
9. Svizzera, marzo / aprile 1945: il misterioso accordo segreto tra il capo delle SS, Karl Wolff, e quello dell'OSS, Allen Dulles, per la resa dell'esercito tedesco in Italia;
10. Mussolini deve morire; complice del delitto, Claretta Petacci, uccisa a sua volta mentre cercava di carpire i documenti del Duce;
11. 11 ottobre 1946: nazisti rimasti in Italia compiono un attentato contro l'ambasciata britannica di via XX Settembre per costringere gli inglesi al rispetto dei patti;
12. Sparite le prove degli eccidi a Villa Torlonia;
13. Luglio 1988: su autorizzazione dell'ambasciata britannica, l'Autore del libro si reca a Villa Wolkonsky ad indicare le fosse comuni. Morte misteriosa del criminale nazista e trafugatore dell'oro della Banca d'Italia, Moellhausen;
14. Dicembre 1994: il comune di Roma comunica all'Autore che le persone scomparse durante la guerra, tutte rimaste senza un nome, sono 43.700;
15. Strano processo contro Priebke ed Hass;
16. Scomparsi oltre cento registri dal carcere di Regina Coeli riguardanti migliaia di detenuti politici dai nazifascisti;
17. Bruciati migliaia di fascicoli sui fatti misteriosi degli anni di guerra;
18. In occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2001, il procuratore militare Bonacura denuncia l'occultamento, per "Ragioni di Stato", di numerosi fascicoli riguardanti criminali nazifascisti che evitarono così di essere processati; accusati anche i ministri responsabili di tale insabbiamento;
19. 2000 – 2001: rivelazioni dagli archivi segreti americani della Cia, che confermano ampiamente quanto già anticipato da molto tempo dall'Autore di Villa Wolkonsky;
20. Lettera - denuncia inviata al Presidente della Repubblica, Ciampi, e ad alcuni Ministri, con risposta del Presidente della Camera, Violante;
21. Comunicato stampa dell'Agenzia ApBiscom con intervista all'Autore (25 maggio 2001).





mercoledì 15 ottobre 2014